Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

    Toronto Raptors Toronto Maple Leafs Toronto Blue Jays Crabs Rimini Rimini Calcio F.C.
  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per Novembre 2007

    Le faremo sapere

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 28, 2007

    Il signore a cui hai fregato il posto nel parcheggio
    è quello con cui devi fare il colloquio di lavoro.

    (Legge di Robinson) 

    Ore 17.19. Sono arrivato, guidando da criminale, nonstante non avessi fretta. Ma un pò di tensione c’è, è innegabile. Mi appresto a parcheggiare nell’apposito spazio, a fianco del grosso edificio scuro. I cartelli indicatori, col buio, sono utilissimi: si leggono tutte le scritte tranne quella che indica l’azienda. Cominciamo bene.

    Ore 17.22. Mi avvicino a un’entrata, ma c’è scritto “Centro Congressi”. Non va bene. Allora proviamo l’altra. Entro. Sapete la sensazione di “Io qui non potrei stare”? Ecco, quella. Molto canina, come cosa. Corridoi, uffici, sezioni, targhette. Da nessuna parte c’è una scritta “Segreteria” o “Reception” o “Portineria”. Seguo tutti ’sti corridoi contorti. poi un cartello “Uscita Principale”. Lo seguo e arrivo all’entrata. Ottimo, sono entrato dal retro, come prima volta non c’è male.

    Ore 17.25. “Ho un appuntamento per le cinque e mezza con l’ingegnere X”. “Si, lo chiamo”. “Si accomodi qui, ora arriva”.

    Ore 17.47. Compare Beppe, parente acquisito,  da cui ho saputo che l’azienda sta cercando un giovane informatico. Mi conduce in una saletta riunioni. Pochi minuti e arriva X.  Sorrisi, come ti chiami, come mi chiamo. Cosa facciamo noi. Cosa deve fare chi cerchiamo.
    Vedo che studi, quindi lavoreresti e studieresti insieme? Sì, l’idea è quella. Saresti anche disposto  a forme di lavoro parziale? Come no, certo. Quattro ore, sei ore, otto ore. Scegliete voi, io mi adatto. Quanto ti manca? una decina di esami. Ma comunque vuoi finire, no? Sì, senza dubbio. Una curiosità, come mai hai scelto ingegneria, dopo aver fatto il liceo classico? Beh, nel mio caso forse sarebbe più indicato invertire la domanda, ovvero “perchè ho fatto il liceo classico prima di ingegneria?”. Perchè la situazione dei licei scientifici a Rimini era pietosa, ma non ve lo dico in faccia perchè non so se voi avete fatto uno scientifico, e inoltre avevo chi premeva per questo. Arzigogolo un pò, aggiungo dettagli. Quindi non ne sei pentito? No, sono contento della mia scelta, perchè poi io ho insistito per scegliere il corso con inglese e tanta matematica, e se questo mi ha fatto uscire dal liceo conoscendo di informatica solo il triangolino del logo e come fare le poesie in turbopascal, mi ha insegnato molte cose più difficili da apprendere da solo. Bene, poi di solito dicono che chi esce dal classico è il meglio… Le tue conoscenze come le hai acquisite? Spaciugando con il mio PC e, in camera caritatis, volendo giocare con giochi non originali. Beppe: Hanno un traffico, lui e suo cugino…. mio nipote…. risatina, stemperiamo. Una delle prime cose che ho imparato sul pc è stato intervenire sui file di configurazione dei giochi, .cfg, .ini, per vedere di farli andare. Poi pian piano sono diventato il tecnico di fiducia per tutti i problemi software/hardware di mezza squadra d’atletica e di compagni di scuola. No, non so riparare dell’hardware… e cosa sono, un tecnico della Nvidia?

    Non sono impressionati dalle mie competenze e dal mio curriculum, ma non sono neanche schifati. Ci sarà una selezione, poi nel caso un secondo colloquio più “tecnico”. In ogni caso mi faranno sapere, che sia un “Sì” o che sia un “No”. E’ più di quanto spesso ci si può aspettare.

    Mi fanno fare un lungo giro dell’azienda. Mi sembra un buon segno, ma non è detto.

    Me ne vado. Potevo giocarmi meglio le mie carte, ma anche peggio. Come primo colloquio serio della mia vita, va bene così. E ora, speriamo in bene.

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    In sei anni nulla è cambiato

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 20, 2007

    Nessuno può ballare o cantare con una sensualità così innocente come quella di Shakira

    (Gabriel Garcìa Màrquez)

    Nell’autunno 2001 ci dissero che quei cattivoni dei Talebani dovevano essere annientati perchè imponevano il burqa alle donne. Erano al potere da 5 anni, e nel 1996 a parlarne male erano solo La Repubblica e pochi altri giornali, al resto del mondo non fregava nulla. Poi, invece, divennero il nuovo Male.

    Li hanno scacciati, ammazzando migliaia di civili innocenti, ma cosa non si fa per la democrazia, i diritti delle donne, l’istruzione, la libertà di parola e di espressione. I morti sono semplici effetti collaterali di una grande opera meritoria.

    Solo che la democrazia, i diritti delle donne, l’istruzione, la libertà di parola e di espressione sono rimasti quelli che erano prima: nulli, inesistenti. E se i Talebani hanno distrutto le statue di Bamiyan contro ogni legge e prassi islamica, gli attuali governanti dell’Afghanistan censurano la pancia più bella esistente al mondo perchè “oscena” e la TV che ha trasmesso lo show della cantante italo-libano-colombiana (pur censurato) viene chiusa e minacciata di terribili rappresaglie. Una giornalista di quella TV è già stata uccisa, un colpo alla nuca, perchè si ostinava a presenziare in TV.

    Questo è l’Afghanistan “liberato”: un luogo dove la donna più affascinante del mondo viene censurata e minacciata, mentre tutte le sue abitanti vengono discriminate per via di quello stramaledetto cromosoma X in più.

    Non dimentichiamocelo, quando ci parlano dei grandi successi dell’occidente in quelle zone.

    Shakira e la pancia incriminata

    P.S.: Io adoro Shakira, lo ammetto. Però definirla “procace”, per il senso che si da oggi al termine, mi sembra quantomeno inappropriato, Repubblica

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    Suonala ancora, Frankie

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 18, 2007

    E ce ne andremo emozionati e annichiliti, con ancora nelle orecchie, ma soprattutto nel cuore, quei versi mirabili, puri, che così bene descrivono questa nostra era: <…and runs and runs and runs the locomotor…> e non potremo non paragonarli, con enorme tristezza, alle sciatte, banali, provinciali, liceali, cantautorali, cantauntorali, cantaruttorali prove dei vari menestrelli italici.

    (Francesco Guccini, “La legge del bar e altre comiche”)

    Quinto concerto, nella mia vita , di Francesco Guccini. Ravenna, per la prima volta, dopo Pesaro e tre volte Bologna. E nonostante le difficoltà di orientamento nella capitale dell’Impero d’Occidente (mettere i cartelli con i nomi delle vie fa brutto, a Ravenna?) è stata una piacevolissima
    Un Guccio in piena forma, anche se la scelta dei brani mi è piaciuta meno di altre volte (la migliore resta Bologna2, ovvero autunno 2004, con una scalatte ada urlo che comprendeva anche una riedizione inedita di Libera nos, Domine!, Canzone di notte N.2, mezzo album “Amerigo” e quasi tutte le sue canzoni che amo di più (escluse le “”"allegre”"”, tipo Blackout). Ma comunque anche ieri la serata è stata più che apprezzabile, e anche negli intermezzi tra un pezzo e l’altro si vedeva un Guccio d’annata.

    Notizia shock: ha smesso di fumare. Ma non ditegli che la sua voce è migliorata perchè s’incazza… :-D

    Non ha suonato, come sempre negli ultimi anni, l’Avvelenata, ma a questo rimedio io con un filmato d’epoca…. vi prego di perdonare le tre-quattro lobotomizzate dell’inizio del filmato e di godervi, invece, il resto.

    Colgo l’occasione per salutare Clemente, il mio compagno di pazzie hockeystiche, che finalmente ho potuto vedere di persona dopo tante chiaccherate su msn.

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    La raffinata arte del fotoritocco (detto anche bianchetto)

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 16, 2007

    Ho insegnato al Milan come si gioca al calcio

    (Silvio Berlusconi, 23 marzo 2001)

    … e come si addomestica la realtà.

    Incidenti in tutta Italia, e tante tifoserie coinvolte, lo avrete senz’altro sentito, non si parla d’altro in questi giorni. In particolare scontri a Roma (Lazio e Roma), Milano (Inter, Lazio, Milan) e Bergamo (Atalanta e Milan).

    Ovviamente le foto degli scontri non mancano. Foto come questa, per esempio, presa dal sito de “Il Giornale“, uno dei quotidiani di proprietà di Berlusconi, e precisamente da qui (cosi potete vederla bella grande).

    Tifoso violento

    Bella foto, vero? E che bel giubbottone nero che ha quel tipo… forse troppo nero, a ben guardarlo…. c’è come una strana fascia sul petto di colore diverso… un gio di luce? Oppure vuoi vedere che….

    Tifoso violento griffato

    Ecco, appunto. Una innocente svista ha fatto improvvisamente sparire una scritta che al proprietario, presumibilmente, non avrebbe fatto piacere.

    Cosa non si fa per campare…..
    Ah, la scoperta si deve a questo sito

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    Le delizie del mestiere

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 14, 2007

    Io sono di quelli spiritosi… spiritosi per me, voglio dire:
    se tu mi dici se “vado sempre dritto” e io ti rispondo che
    “no, di solito alle svolte cerco di curvare”, tu mi dai del bastardo.
    Giustamente. Ma io devo sopravvivere…

    (simpatico autista ATC, Bologna)

    A fare orari strani sugli autobus si fanno incontri particolari. E no, non sto parlando di bande di sbandati armati di coltello o senzatetto in cerca di un posto caldo per dormire. Sto parlando dell’autista.

    Un inutile wob stranamente malfunzionante (i wob sono quei ridicoli schermi che da 5 anni proiettano le stesse immagini e che stanno sugli autobus di Bologna) mi ha dato la possibilità di fare quattro chiacchere (il tempo del tragitto dallo psycoappartamento alla stazione) con l’autista più espansivo e simpatico da me incontrato nei 5 anni e rotti di vita bolognese. Abbiamo piacevolmente chiaccherato e più che altro ho raccolto uno sfogo molto ben raccontato sulle sue condizioni di lavoro. Il “soggetto”, ex carabiniere, da 10 anni fa questo lavoro e prende sui 1.150 /1200 euro al mese. Sentendolo raccontare, mi è venuto da pensare che siano meritati dal primo all’ultimo, quantomeno.

    Ostaggio di nonnine desiderose di raggiungere il cimitero (e a riprova si sporgono il più possibile verso il parabrezza, per avere la certezza di esserci portate, se necessario a spalla…) e di analfabeti totali affetti contemporaneamente da sordità che non sanno leggere la targhetta informativa e non sono in grado neanche di ascoltare la voce che annuncia la fermata, il nostro uomo si trova anche a dover rincorrere tabelle orarie ai limiti del possibile che lo obbligano a percorrere, di notte, Strada Maggiore agli 80 km/h con un “18 metri”, incurante di ciò che può infilarsi in mezzo alla strada, sia esso un pedone ubriaco non sulle striscie o un’auto portata all’improvviso in mezzo alla strada, anche perchè su strade di città come Strada Maggiore o simili non hai tante alternative, a parte frenare: a scartare un improvviso ostacolo non ci si può pensare, perchè si finirebbe a fare un strage infilzandosi nei portici o in una fila di macchine parcheggiate per tentare di salvare un solo imprudente, ma non si può neanche a frenare a ogni potenziale pericolo, perchè gli orari sono da rispettare, “altrimenti ci rimetto io”

    Ora, un rapido estratto delle affermazioni più significative:

    “Ho perso il conto delle auto che ho mandato a spiattellarsi contro i portici, ormai… l’ultima era una macchina piccola, una Matiz… è finita abbracciata tutt’intorno alla colonna… per tirare fuori quella che guidava hanno dovuto chiamare i pompieri e tagliare in due quel che restava dell’auto!”

    “Son dieci hanni che faccio sto lavoro, prima facevo il carabiniere. E ormai il livello di delinquenza con cui ho a che fare è lo stesso di quando ero in divisa. E ogni anno è peggio.”

    “La gente mi fa delle richieste… ti giuro, ci sono quelli che ti chiedono “Và sempre dritto?” Al che rispondo “No, alle svolte cerco di curvare, di solito.” Oppure, cose tipo “Si fa tutto Marconi?” “Mica son busone!”… arrivi davvero a dire cose pure pesanti, per quelli a cui rispondi. Ci sono dei miei colleghi che si trattengono, ma io sono di quelli “spiritosi”… spiritosi per me, s’intende. Se non facessi così sarei da ricovero!”

    “Ormai in sti autobus c’è la targhetta informativa, i cartelli alle fermate sono i più chiari d’europa, c’è lo schermo con le fermate, la voce della linea, la vocetta con le fermate ormai stanno finendo di installarla ovunque… E comunque la gente mi chiede se ferma alla stazione. No, tiro dritto perchè oggi mi gira male… Che poi alla fine per noi quelle vocette sono una maledizione… si arriva a casa la sera e non si dice “ciao”, ma “Gomito – Due Madonne”… che poi ti ispirano a fare i giochini da bambini con le parole, tipo “Vomito due madonne” e simili.”

    “Capita… uno sale con la siringa e ti dice “Ho l’Aids, portami dove voglio”. Io? Problemi zero. Abbiamo un tasto, lo premi e in centrale sentono tutto quello che accade. Faccio scendere i passeggeri e poi lo porto dove vuole. L’autobus non è mio, io non rischio la vita per fare l’eroe che porta l’autobus a destinazione a ogni costo. Mi è capitato ed è andato tutto bene: dei colleghi hanno fatto resistenza e non gli è andata così bene.”

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    Vabbè, allora sparatemi e facciamola finita

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 12, 2007

    E se le dici che al momento
    “Sono occupato, ti richiamo”
    quando la chiami
    dice che non l’ami e fa l’offesa

    (Articolo 31, La fidanzata)

    Procuste regna sovrano, as usual.

    E tutti si preoccupano solo del mio bene. Che culo, eh?
    Se trovi da una parte, non va bene a una, se trovavi da un’altra, non andava bene a due.
    So bene chi preferirei, io, se le condizioni fossero paritarie; ma non lo sono. Così loro nella loro totale dissociazione mentale sono felici solo all’idea che io perda un’altro anno di studio, lei è incazzata come una biscia. Non che sia una novità, ultimamente.

    No problema, al diavolo i soldi, restiamo a roderci il fegato. Niente lavoro e resto qui, così quando mi laureo potrò dire:
    “Non ho una lira, quindi lascio casa a Rimini per andare a vivere un anno a Bologna pagando uno degli affitti più alti d’Italia e senza avere un lavoro”. Non fa una grinza.

    Qui finisce che io mando a quel paese tutti, qui intorno, e vado a fare l’eremita in Armenia. Mi ammazzerò di seghe, che ve devo dì? Ma almeno limito le interazioni sociali. Anche perchè fino a due minuti fa avevo una voglia matta di uccidere qualcuno, e in mancanza di chiunque altro stavo ripiegando sull’autoterminazione. E sono ancora qui solo perchè in questa città ci sono troppi pochi ponti alti, e la circolazione delle armi in Italia non è mai stata soddisfacente. Questa classe politica non viene incontro alle esigenze basilari dei cittadini, bisogna dirlo.

     P.S.: sono un filinino alterato. Si nota?

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    Tra un pò ci impediscono pure i proverbi

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 12, 2007

    “Il sonno della ragione genera mostri”

     

    (Francisco Goya)

    Da mesi, anzi ormai da anni, infuria la polemica sulla facilità di brevettare qualsiasi cosa in paesi come gli USA o l’Australia. In ambito informatico, la faccenda è davvero preoccupante, poichè le grandi aziende, forti dei loro uffici legali debordanti e “ammortizzandi”, stanno tentando di brevettare di tutto e di più…. dalla barretta laterale di scorrimento che ora mi è apparsa mentre scrivo al “doppio-clic” del mouse (Microsoft), dal download (E-Data) all’ipertesto (British Telecom). Un campo minato che rischia di mettere in serissima difficolta le società che operano prevalentemente in Europa, dato che l’ufficio brevetti europeo si rifiuta di rendersi ridicolo concedendo patenti così palesemente assurde, ma ciò non succede oltre-atlantico. Le software house europee, così, vivono con la perenne spada di Damocle che qualcuno si svegli un giorno a New York e stabilisca che il codice scritto ieri da un programmatore di Francoforte o di Verbania violi un copyright. E non è bello.

    Ma il lato più assurdo è che alcuni brevetti concessi hanno dell’incredibile anche all’infuori dell’ambito informatico: a nome di un bambino di 7 anni è stata brevettata l’altalena, a nome di un ragazzo australiano è stato brevettato uno “strumento circolare che facilita il trasporto“…. esatto, hanno brevettato la ruota! Per l’ufficio dei brevetti australiano, la ruota è stata inventata nel 2001!!! Io vado a farmi una doccia prima che qualcuno decida di “aver scoperto l’acqua calda” e mi faccia pagare una royalty….

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    Nevrotumblr, numero 1

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 12, 2007

    A Roma è caccia ai militari, con assalti alle caserme. In un Paese normale, ci sarebbero arresti in massa. Ma questa è solo l’Italia.

    (interistiorg.org)

    L’agente: “Non ho mirato, mi è partito un colpo”. Proprio quello che insegnano in tutte le accademie di polizia: correre non si sa dove con la pistola in mano mentre quelli da disperdere se ne stanno già tranquillamente andando.

    (Hobbit83)

    Si è partiti da un poliziotto che ammazza un ragazzo di 26 anni, senza una ragione, senza un motivo, parlano di errore… ma uccidere una persona per errore imho fa incazzare ancora di più.
    E si è finiti con gente che ha dimostrato che da sola può mettere in ginocchio l’intero sistema, e di quando il nostro stato ancora una volta resta a guardare… xkè se è assurdo che un poliziotto ammazzi un ragazzo innocente, e altrettanto assurdo che dei criminali impediscano 2 partite, e assaltino una istituzione come il CONI, facendo a pezzi un intero piano, mentre la polizia sta li a guardare…

    (Sirkain sul Gamesradar forum)

    Pioveva, stamattina. Ho messo la giacca, i guanti, e appena fuori di casa ho aperto l’ombrello.
    Ho aperto l’ombrello. L’intera sigurdsgade, la via in cui abito, si è voltata di colpo verso di me, credo che qualcuno sia anche arrivato di corsa dalle vie vicine per guardarmi; in sostanza, mezza Copenhagen mi ha piantato gli occhi addosso.
    Ho alzato lo sguardo, piano, verso l’arma del delitto, e credo di aver assunto le dimensioni (e probabilmente anche il colore) di un puffo. Ombrello. Om-brel-lo. Sai quella cosa che serve per non bagnarsi quando piove, che è stata inventata apposta affinchè chi ne dispone possa non infradiciarsi fino al midollo osseo, in caso di precipitazioni di varia natura? Ecco, quello. Ombrello, si chiama. Ombrello.
    Ora sta piovendo, gente, pi-o-ven-do, presente questa cosa bagnata che viene giù dal cielo? Pioggia, si chiama, e quando piove l’ombrello è cosa buona e giusta, e non è che lo dico io perché in questo momento mi girano particolarmente. È così e basta, lo sanno tutti.

    (Annika on kæmpeståbelig!)

    Non credo esistano caffè peggiori di quelli da me bevuti in USA.
    Ovvero, citando Severgnini, non è poi male quella roba, basta che le trovino un altro nome.

    (Deinè on commenti a kæmpeståbelig!)

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    Soddisfazioni

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 10, 2007

    “Vincere è una droga!”

    Sir John Ferguson

    Un capoluogo di provincia in stato d’assedio: 100 voti in meno, alle comunali.
    500 agenti per l’ordine pubblico in servizio per 10 ore filate: 100.000 Euro, dalle casse statali.
    Un elicottero che continua a girare sopra a casa tua per tre ore dopo la partita: tante maledizioni, da me.

    Battere il Cesena per 4-1 nel Derby della Romagna, NON HA PREZZO!
    Tra l’altro, anche 4 reti nella partita di calcetto con gli amici non hanno prezzo!! :-D

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    Jailhouse Rock

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 7, 2007

    La casa sul confine della sera
    oscura e silenziosa se ne sta,
    respiri un’ aria limpida e leggera
    e senti voci forse di altra età…

    (Francesco Guccini, Radici)

    I luoghi dove uno abita hanno sempre delle particolarità. Alcune oggettive (il giardino, la sala grande, la porta che non chiude bene…), altre, spesso più importanti, decisamente soggettive. Tra le più soggettive, c’è “chi vive con te”.

    Sforzandomi di concludere la stramaledetta università, mi sono rinchiuso, spero per non più di un anno, nella “casa della mia infanzia” (che tenero….) con la mia adorabile e amorosa famiglia. Questo ha un influsso pessimo sul mio umore, e il blog rischia di rispecchiarlo. Pertanto, mi sembra il minimo presentarvi le cause di cotanto scazzo.

    1. Mio padre, detto AiMieiTempi. Professore, classe ‘53. Cresciuto all’oratorio dei Salesiani, secondo di 3 fratelli. Sempre un passo avanti agli altri, si è sempre considerato poco amato in famiglia e ha dovuto lottare sempre col fratello maggiore, si laureato a 22 anni in fisica, sposato a 24 appena compiuti. Da sempre uomo “impegnato”, fino all’anno scorso faceva 3 lavori. Uomo che non vuole beghe, non vuole discutere, non vuole dibattiti, tranne quando decide lui.
    Le cose sono come le stabilisce lui, le persone sono al suo servizio. Disprezza mio fratello, ha una moglie che non sopporta più ma che “è malata” e quindi alla fin fine può fare ciò che vuole. Si urla addosso con la suddetta almeno una volta al giorno. Con me, è l’ambiguità fatta persona. Ero il suo orgoglio, ora per molti versi è deluso, si vede. Suo figlio non sarà mai il fondatore della nuova Google e questo lo sminuisce. Di contro, preferisce me a mio fratello, ma cerca di non fare eccessivi favoritismi, per cui a ogni danno fatto da mio fratello, lo abbiamo fatto NOI. Come farsi amare.

    2. Mia madre, detta Isty, classe ‘55. Una causa persa, la schizofrenia elevata a forma d’arte. Un secondo prima ti infama, quello dopo ti adora e ride e scherza. Pare che gli sbalzi d’umore siano causati anche dalle sue disfunzioni tiroidee, ma non è certo tutto lì. Lascia fare al fancazzista tutto ciò che questi vuole. Se questo sta al computer 10 ore al giorno, gli dice di spegnere, lo stronzo se ne frega e lei non reagisce. In compenso, se mio padre prova a dire che mio fratello gioca col pc 10 ore al giorno, attacca mio padre perchè direbbe cose non vere. Per lei è naturale e dovuto che io faccia in casa tutto ciò che lei ritiene, suo insindacabile giudizio, corretto che io faccia. Ha avuto la fortuna di avere un figlio maggiore che, senza esagerare, mi sento di definire pienamemente affidabile fin dalla tenera età. Ha lavorato qua e là fino alla fine degli anni 80, poi si è fatta il culo dall’89 al 96, delegando al figlio maggiore la casa (ricordo bene di essermi fatto, per esempio, tutto il periodo dei mondiali ‘94 (11 anni) cucinando tutte le sante sere per tutta la famiglia) e il figlio minore. A quel punto, ha deciso che lei aveva fatto abbastanza, e complice mio fratello giunto alle elementari, ha avuto il modo di non fare più niente fuori di casa.

    3. Mio fratello. Detto “il fancazzista”. 17 anni. Cresciuto più con suo fratello che con i suoi fino almeno ai sei anni. L’ho tenuto io un’intera giornata quando aveva neanche sei mesi (io 7 anni), l’ho cresciuto dandogli probabilmente più limiti io di quanti gliene dessero loro. In seguito, a 6 anni le maestre dicono a mio padre “ce lo porteremo dietro”. Pensano sia solo svogliato, in realtà ha una grave forma di dislessia, che arriva a ripercuotersi su ogni forma di coordinazione, anche fisica, rendendolo handicappato in ogni sport. Sostengono abbia un buon cervello, che lo ha molto aiutato dapprima a imparare a scrivere, poi a cavarsela. Gli anni delle elementari sono un calvario, 3 maestre idiote e genitori che avrebbero bisogno di giornate di 36 ore. Sta 6 ore al giorno sui quaderni con mia madre, a volte non basta, ma va avanti. Alle medie continua a essere seguito quotidianamente dai miei, e in qualche modo se la cava ancora. Alle superiori sostiene di potercela fare da solo. Primo anno con debiti gravi, nonostante una task force (mamma in italiano, io e mamma in latino, lezioni + io in inglese, pà in matematica). A metà anno pare spacciato, poi finalmente apre un libro e si salva.
    Secondo anno da tregenda, non studia mai, “tanto conta il secondo quadrimestre”, prende solo 3 e 4, “anche l’anno scorso era così, ma poi…”, arriva alla fine con una pagella schifosa. Quarto debito: ginnastica. Bocciato. I miei cedono ancora, nonostante mille minacce e patti infranti, e lo lasciano tentare il trasferimento ai geometri (così riesce pure a non lavorare). Per la prima volta in vita sua studia qualcosa, dei buoni insegnanti lo aiutano validamente. Passa. Un anno senza fare quasi niente, alla fine nonostante sia in seconda (per la seconda volta), viene rimandato in chimica e matematica. Qualcosa studia, qualcosa glielo inculcano ancora due validi insegnanti, recupera i debiti. Da settembre, non ha più aperto un libro. Passa la vita attaccato a World of Warcraft, doveva fare dei lavoretti per guadagnare i 40 € mensili della connessione flat ma non li ha mai pagati. Nessuno glieli chiede. L’anno scorso si iscrisse a una squadra di rugby, giocava anche benino. A metà anno senza dire niente a nessuno ha smesso, si era stancato. Ritiene di avere il diritto di fare ciò che vuole ogni minuto, appena qualcuno lo chiama sono insulti feroci lanciati a mezza bocca per non essere udito. Tutto gli è dovuto, tutto gli viene concesso. Ormai è un torello alto quanto me e largo il doppio. Riesco ancora a soverchiarlo fisicamente, ma non so per quanto. Intellettualmente, è intelligente, senza dubbio, ma raramente accende il cervello. Spesso volutamente.

    Io conto i giorni che mancano all fuga.

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