Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

    Toronto Raptors Toronto Maple Leafs Toronto Blue Jays Crabs Rimini Rimini Calcio F.C.
  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per Marzo 2008

    Alla faccia del cugino e dei suoi racconti

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 31, 2008

    “La matematica e’ la sola scienza esatta in cui non si sa mai
    di cosa si sta parlando ne’ se quello che si dice e’ vero”

    (Bertrand Russell, scrittore, filosofo e matematico inglese)

    Vi avevo già accennato al fatto che, nella notte dei tempi, mio cugino riuscì a terrorizzarmi per bene riguardo l’esame di Analisi, e da li nacque tutta una serie di problemi universitari la cui fine ancora non si vede.

    Si vede però, quantomeno, la fine della matematica. Per quanto mi riguarda, dopo 4 esami totali, di cui l’ultimo diviso in un parziale, uno scritto, un pre-orale e un orale, ovvero l’inezia di 4 prove e due mesi di studio per una piccola riga nuova occupata sul libretto, ho finito di avere a che fare con la matematica pura nella mia carriera accademica.

    Oggi, 31 maro 2008, ore 11.04, ho superato, con un piccolo 19, l’esame di Analisi L-B del Professor Ravaglia.

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    Protetto: Se il Merluzzistan non ci fosse bisognerebbe inventarlo

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 24, 2008

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    Mi hanno fatto sapere

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 21, 2008

    Gli farò un’offerta che non potrà rifiutare

    (Don Vito Corleone, Il Padrino)

    Per chiamarmi hanno atteso le uniche due ore lavorative-o-simili in cui ho dovuto spegnere il telefono cellulare (pena l’arresto) di tutta la settimana, attendendo il quarto giorno (su cinque) della settimana nonostante avessero parlato dell’“inizio”. Ma tant’è, non ha alcuna importanza. Mi hanno poi mandato una mail, chiedendomi se fossi ancroa disponibile, e alla mia risposta affermativa mi hanno scritto:

    La nostra proposta è di un contratto di durata annuale, con inizio attività dal 01/04. Ci sentiamo martedì 25 per definire le modalità contrattuali e mettere tutto nero su bianco (ci possiamo incontrare con calma nei giorni successivi).
    Buone vacanze!

    E ora quasi quasi mi metto a ballare!

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    Le faremo sapere, capitolo 4

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 17, 2008

    Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio, il bisogno.

    (Voltaire)

    Luogo: in culo al mondo, meno di minerbio, ma con l’orrido difetto di istigarmi a raggiungerlo in bici.

    Mi ha contattato un’azienda che realizza sistemi informatici vari lavorando principalmente su piattaforme linux. La cosa pare interessante, anche se il discorso con l’azienda di analisi e implementazione software pare ben avviato. Ma mai precludersi possibilità interessanti.

    Come detto, arrivarci è un ‘impresa. Zona industriale in sviluppo, la mia fedele cartina che dal 23 settembre 2002 guida i miei passi bolognesi per la prima volta mi tradisce e non sa indicarmi la via; peccato che anche le meraviglie della tecnologia moderna, da Google Maps a Via Michelin si arrendano senza speranza di fronte alle vie dei lavoratori…. Mostrano una situazione viaria lontana anni luce dalla realtà.

    Ho però il mio solito anticipo pazzesco in queste cose, e nonostante tutto suono il campanello spaccando il minuto. Cosa fanno, la mia situazione, le loro aspettative…. “come risolveresti questa situazione?” “Cosa proveresti a fare se…?”. Sembra molto interessante, le persone sono piacevoli. Sono molto colpito dall’atteggiamento. Tempi? Lunghetti. Fine mese per sapere se si fa un altro colloquio, poi ultima selezione. Gli dico chiaramente che mi interessa, ma che se per caso una delle aziende che ho già contattato mi offrisse un contratto (in realtà al momento penso solo alla “terza azienda” della prima tornata, l’unica che mi ispira altrettanto) lo accetterei. Loro capiscono e mi augurano di trovarlo, e nel caso di farglielo sapere. Li saluto cordialmente, e mi inoltro alla disperata ricerca di una via principale conosciuta. La mia voglia di esplorare percorsi alternativi mi farà perdere altri 15 minuti prima di ritrovare la via di casa.

    Intanto penso che siamo al lunedì, teoricamente tra oggi e mercoledì l’aziena dei due colloqui mi dovrebbe far sapere…. sarà vero o aspetterò per mesi come la prima volta?

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    Le faremo sapere, capitolo 3

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 11, 2008

    Scopri quel che piu’ ti piace fare e trova qualcuno che ti paghi per farlo.

    (Regola di Whitehorn per la felicità)

    Altro giro, altra corsa. Di nuovo a caccia di un lavoro. 2 aziende, stavolta: un’azienda di informatica e il secondo colloquio con la terza azienda dell’altra volta, più tecnico, stavolta.

    Prima dai conosciuti, mi spiega quali sarebbero gli obiettivi, il contesto, ecc. Mi chiede quanto mi manca alla laurea, mi chiede quali esami ho fatto e quali mi mancano. Sono sincero, cerco di non sopravvalutare le mie capacità: se non mi prendono è male, ma se mi prendono pensando che sia chissà chi e poi non lo sono è peggio, per me.

    Si prendono qualche giorno di riflessione, mi faranno sapere all’inizio della prossima settimana. Ricordo loro che, come avevo già detto, prossima settimana partò giovedì per la Danimarca. Sì, sì, nessun problema.

    Seconda azienda. Stesso palazzo della quarta della scorsa settimana. Questi (forse) sanno l’indirizzo, almeno. Ufficietttto piccolo e “bucoso”. Volevano un laureato, ma al telefono poi ha detto “comunque venga che quantomeno ci conosciamo”. Vabbè. Proposta: 6 settimane di lezione full-timea Roma, a mie spese (“in una struttura convenzionata, per cui vi faranno un pò di sconto…”: cioè per lavorare devo prima mantenermi in albergo un mese e mezzo), poi 11 settimane di training-on-the-job, con rimborsino spese. Poi, forse, se sono felici, il mercato tira, le stelle sono propizie e gli auspici favorevoli, assunzione a tempo determinato per un periodo breve, eventualmente allungabile. E fa pure quello con la puzza sotto il naso solo per “ammettermi alle lezioni”. Andiamo bene. “Le faremo sapere”

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    La mimosa, non Ruini

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 8, 2008

    “non siamo insensibili al grido di dolore
    che da tante parti d’Italia si leva verso di noi”

    (Vittorio Emanuele II)

    Non ho modo di raggiungere materialmente tutte coloro alle quali vorrei rivolgere questo pensiero, quindi lo faccio da qui, tra una crisi depressiva e l’incertezza del futuro che mi accompagnano ultimamente, condite oltretutto da una piuttosto spinta mancanza di accesso alla rete.

    Un concetto semplice. Un pensiero, più che altro. Il sentimento di vicinanza e di sostegno a tutte le donne che vogliono essere libere, essere persone, con una capacità completa di intendere, volere e decidere riconosciuta dal mondo. Questo, vorrei esprimere.

    A tutte loro e a chi condivide questi sentimenti, buon 8 marzo!

    Pubblicato su Nevrosi lente, Politicamente (s)corretti | Contrassegnato da tag: , , | 1 Commento »

    Le faremo sapere, capitolo 2

    Pubblicato da Hobbit83 su Marzo 4, 2008

    Il lavoro e’ il rifugio di coloro che non hanno nulla di meglio da fare

    (Oscar Wilde)

    Ieri, Lunedì, finita la lezione. Prendo il mio fedele velocipede e mi avventuro per lidi inesplorati, da Porta Saragozza all’uscita dell’autostrada “Bologna Fiera” e oltre, molto oltre. Tutto per il mio primo colloquio di lavoro bolognese “serio”, tutto con un caldo da metà aprile o più.

    Agenzia interinale. Gentile signorina che di computer ne capisce quanto un orango tango di fisica dell’antimateria, ma mi deve selezionare per un lavoro di “programmatore”.
    Un mese di lezioni, 8 ore al giorno, al termine del quale si viene giudicati. Se ok, poi 6 mesi + 6 mesi di lavor, sempre con giudizi continui, tipo liceo. Poi, forse, l’assunzione. Nel frattempo, io sarò formalmente dipendente dell’agenzia interinale, che mi “somministrerà” all’azienda che sta facendo la ricerca, la quale a sua volta mi “somministrerà” al cliente del momento. Inutile dire che mi sento una supposta. “ora completiamo il ciclo di colloqui, poi in ogni caso, positivo o negativo, le faremo sapere.” Campa cavallo.

    Martedì, sveglia all’alba meno 20. Devo raggiungere Minerbio, provincia di Bologna, 22 chilometri sulla strada per Ferrara. Il sito ATC dice solo che bisogna prendere 2 autobus.
    Autostazione, bus per Ferrara. Mi passano accanto frazioni sconosciute ai più, mentre l’autista fa strage di gerarchie angeliche e progenie di santi per l’incapacissima signora ala volante dell’utilitaria davanti a noi. Poi, Minerbio, a destra. Ma la mia fermata è quella dopo. Boh. Scendo alla “mia”, attraverso per prendere il secondo bus. Lo aspetto, studio i cartelli. E’ in ritardo. Ho dovuto prendere un bus che mi porterà in zona con più di un’ora di anticipo per ’sti orari assurdi. Amen. Non arriva, ’sto bus. Mi sono studiato a memoria tutti gli annunci attaccati alla fermata, da “Affittasi appartamento zona blatte” a “Ornella è una gran zoccola e la dà via come il pane, tel. 332-578……” quando un lampo di comprensione mi attraversa il cervello. In piccolo, sotto gli orari del secondo bus: perchè passi effettivamente, qualcuno lo deve prenotare almeno mezz’ora prima. Autobus su allarme, come gli scramble dei caccia. Andiamo bene. Il che significa che mi dovrò camminare due chilometri in mezzo al nulla della bassa bolognese, ai margini di una strada senza banchina, per tornare alla fermata precedente, per poi ri-camminarmela tutta fino all’agognata sede dell’azienda. Fortunatamente, l’erba non è secca, altrimenti i miei moccoli la incendierebbero. Ovviamente, il peggior sole degli ultimi 20 giorni. Fila di mezzi che sopraggiunge dalla direzione opposta, due camion uno in coda all’altro. Il primo mi vede, il secondo no. Se il primo corregge un pò sulla sinistra e mi evita, l’altro comunque non mi vedrà. Non ho spazio di fuga. Mi salva il primo conducente, che oltre ad allargarsi mette la freccia. Grazie, chiunque tu sia.
    Arrivo in paese, mi appresto a un’altra scarpinata. Poi, improvvisamente, arrivo. Ho poco più di un’ora di anticipo, sono tutto un sudore, zona industriale brulla e desolata se ce n’è una. Non aspetto certo in mezzo ai camion, mi presento. Colui che doveva presentarsi a quell’ora non si vede ancora, quindi vedranno volentieri prima me. Visto come sono arrivato fin qui, mi sa che è stato più intelligente lui.
    Lei e lui, selezionatori interni. Lei è una specie di esperta di risorse umane, tutta domande tipo:

    • “Perchè dovrei assumere te?” Perchè ho voglia di fare e di mettermi alla prova
    • “Se due superiori ti danno due ordini contrastanti, come ti comporti?” Vedano di regolarsi tra loro, io non prendo una paga da fame per prendere decisioni al loro posto.
    • “Descrimi la tua personalità” Non sarebbe il tuo lavoro capirla? Sono bello, bravo, buono, lavoratore, educato, il classico bravo ragazzo adorato dalle nonne, dai nonni e da qualunque donna…. sopra i 50 anni, a parte mia madre.

    Lavoro: sistemista / Help Desk. La stampante non stampa, chiama Hobbit; il server non serve, chiama Hobbit; il computer non computa, chiama Hobbit. Va bene, perchè no?
    8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana. Va bene, perchè no? Luogo scomodo quant’altri mai, ma si sopporta. Stipendio, 500 € / mese. Scusa? Mese standard, 30 giorni, di cui 22 lavorativi. 500 / ( 22 x 8 ) = 2,84 € all’ora. Piuttosto vado a vangare, guadagno di più. “Le faremo sapere, in qualunque caso.” Ma anche no.

    Riscarpiniamocela, computer sempre in spalla, giacca sempre pesante, maglioncino, sole. Fermata vicina, stavolta, non mi ci ripigli. Autostazione, bici fino in facoltà, un buon pasto freddo per riprendersi. Ecco, pioggia, viene giù il finimondo. Riparto a piedi, viali trasformati in torrenti di montagna. Terzo colloquio della due giorni, azienda di informatica, selezionatori interni. Lavoro: ingegnere del software in mille sfaccettature, dal programmatore all’analista. Bello. Full time, un anno a progetto e poi chissà, stipendio buono + buoni pasto, luogo non scomodo, alla Bolognina. Sembra carino. Pare che il mio profilo le piaccia, le devo far sapere io se mi va bene riparlarne con il responsabile del progetto su cui lavorerei. Vorrei dire di si, ci accordiamo che le manderò una e-mail l’indomani con la mia risposta. Farò loro sapere.

    Quarta azienda: non sanno nemmeno dove si trovano, mi danno il numero civico sbagliato! Mi ha contattato l’amministratore delegato, con una e-mail piena di orrori stile “mi facci sapere”…. Incontro. “Noi abbiamo una vision”, “Siamo dinamici, giovani, attivi, sempre up-to-date”, ok, ma…”vogliamo il meglio, e diamo il meglio, qui si galoppa”, sì, ma… “non abbiamo orari, anche 10 ore al giorno, in tutta Italia, appena arrivi telefono e portatile aziendale”. Non oso chiedere dello stipendio, probabilmente sverrei. Ma scusa, ciccio, sei capace di leggere un CV? “Studente”, “Laureando” e “Laureato” sono cose un pochino diverse. D’accordo lavorare, ma se devo lavorare 10 ore al giorno e poi rientrare da Milano quando cacchio studio? Uh. Si sgonfia, ho interrotto quella che, non dubito, sarebbe stata una luminosa interpretazione. Probabilmente, fossi stato li 5 minuti in più sarei convinto che quell’azienda stia sanando tutti i mali del mondo. Obiettivo realistico, in un paio d’anni al massimo. Scende sulla terra, mi dice che effettivamente studiare e lavorare lì è un’impresa improba. Lo ringrazio, mi farò sentire al massimo dopo la laurea.

    Sudato sotto, bagnato sopra, giacca in piuma zuppa d’acqua. Per oggi è sufficiente, direi.

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