I parenti sono come le scarpe,
più sono stretti e più ti fanno male.
(Totò)
Trattasi di legge di uso comune e di facile comprensibilità. Ciò che è adeguato a un numero n di persone, non lo è più se tale n cresce a un valore uguale o superiore a (3/2) *n.
Così, il cibo accuratamente misurato per 4 persone si rivelerà penosamente inadeguato a sfamare 6 fameliche bestie mangiapiade, per esempio. Oppure, le ferie accuratamente programmate per coincidere con l’assenza di genitori e fratello saranno irrimediabilmente rovinate se detta assenza non mi manifesterà anche in uno solo dei coinvolti. Saranno quindi fatte saltare per aria dalla geniale e perversa tattica del congiunto che troverà il modo di restare a casa la prima settimana di vacanza, “tanto c’è mio fratello”.
Tra l’altro, a me è arrivato un “Tanto a te cosa cambia?”, un “Mica lo devi badare”, un “Si arrangia”, un “Sei libero di fare quel che vuoi”. Quando ho detto “allora me ne vado in quei giorni”, le scene di panico nei dintorni di Manhattan del settembre 2001 si sono rincantucciate vergognose, cedendo la strada alle nuove campionesse della categoria.
Shit happens. A me un pò troppo spesso, in coincidenza con le vacanze.
P.S.: in realtà, poi, ieri a mangiare si era solo in 5, e il quinto era anche piuttosto simpatico. E ciò che era adeguato a 4 persone si è potuto tranquillamente espandere a 5, rispettando la legge





