Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

    Toronto Raptors Toronto Maple Leafs Toronto Blue Jays Crabs Rimini Rimini Calcio F.C.
  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per Ottobre 2008

    Versioning

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 29, 2008

    User DIO Logged in, january 1, 0, 06.14 am Heaven Summer Time

    C:\> Sia la luce
    <Comando o nome file non valido>

    (Hobbit83)

    !Warning! !Achtüng! !Attenzione!
    Questo è un post a tripla lettura, nato per gioco e lentamente sviluppatosi per mesi. Dante ne mise quattro, dicono, nella Commedia, io mi limito a tre, pensate che carino. Scherzi a parte, si tratta di un divertissement senza pretese che vuole semplicemente mettere in mostra alcune vaghe somiglianze tra due ambiti molto diversi. E’ quello che avrei voluto leggere se Guccini fosse stato più addentro al mondo dei computer, ma essendo il Maestrone refrattario a queste cose, vi capito io. Una disgrazia, lo so. E siccome le disgrazie non vengono mai sole, ecco un altro motivo per cui vi era una doppia lettura (esplicata dai link, a volte, che quelli aiutano sempre), che si è negli ultimi tempi evoluta fino a diventare tripla.

    Nella notte dei tempi, l’umanità viveva una condizione molto diversa da quella di oggi.

    Nell’antico villaggio di Univac, ognuno poteva usare il suo calcolatore in completa autonomia: se qualcuno voleva che il suo calcolatore facesse qualcosa, bastava che glielo spiegasse. Ognuno cercava di spiegare al suo calcolatore come comportarsi andando per tentativi, e così capitava che, dopo aver tentato di farlo andare dandogli gli ordini mentre si saltellava su una gamba sola e dopo aver riprovato dandogli ordini diversi mentre si bruciava dell’incenso, a un particolare utente riuscisse di farsi obbedire dal suo calcolatore dandogli un ordine mentre saltellava su un piede solo, bruciava incenso e squartava il fegato di un manzo. Questo poveraccio si convinceva così che la cosa dipendesse da questa particolare combinazione, e per tutta la vita continuava a scrivere furiosamente sulla tastiera solo saltellando, squartando e bruciando, con grosse difficoltà logistiche (secondo alcuni studiosi, fu in questa fase che nacque l’esigenza di “lavorare in team”, per un semplice problema di mancanza di mani).

    Comunque ognuno lavorava felicemente sul suo calcolatore, ma ognuno usava una lingua diversa e un rito originale, nel rivolgersi al suo elaboratore, e ognuno pensava che il suo sistema fosse il migliore. Anzi, spesso addirittura un utente svolgeva riti diversi a seconda di cosa chiedeva al calcolatore! Per quanto non frequentissimi, tuttavia, i passaggi dall’uno all’altro di questi sistemi erano normali, perchè la comunità era curiosa e aperta alle novità. Così capitava che nella stessa famiglia il padre facesse funzionare il calcolatore sacrificando tori e bruciando incenso, mentre magari il figlio bruciava solamente le interiora dello stesso toro, per lo stesso scopo, e la zia scriveva sulla tastiera secondo come volavano gli uccelli fuori dalla finestra.

    Un giorno, un gruppettino di abitanti pensò di riunirsi e di scrivere un nuovo sistema di regole, che solo loro sapessero utilizzare e che facessero funzionare i loro calcolatori solo in quel particolare modo. Un unico modo e un unica lingua per chiedere alla macchina qualsiasi cosa! Fantastico!
    Fu una fatica improba. Ma dopo lunghe notti di lavoro all’aperto (scaldandosi al fuoco di un cespuglio), crisi di nervi assortite (uno arrivò a commettere svariati omicidi di giovani uomini in una sola notte, e non sto a raccontarvi cosa fece un’altro con rane e cavallette… per fortuna ancora non c’erano movimenti animalisti…) e allucinazioni collettive (pochi giorni prima della presentazione, uno cominciò a blaterare sulla necessità di svuotare un mare ….) , finalmente i programmatori mostrarono al mondo ciò che avevano creato. Si portarono sulla piazza del paese e annunciarono.

    Abbiamo inventato il sistema operativo definitivo. Lo abbiamo chiamato Monoteismo!

    Sulla piazza molti guardarono con sospetto il gruppetto di programmatori, anche perchè questi sostenevano che il loro era non il modo migliore per rapportarsi con l’elaboratore, ma l’unico!

    Di fronte all’accoglienza piuttosto gelida, dopo violente discussioni con i capi della comunità, il gruppetto si richiuse in se stesso, rinunciando all’idea di diffondere la sua creazione. Così per lungo tempo il gruppetto rimase relativamente isolato nel villaggio, passandosi la tradizione di Monoteismo di padre in figlio, mentre il resto della comunità continuava a vivere come aveva sempre fatto. I monoteisti, come erano definiti, erano noti tra tutti gli utilizzatori di calcolatori perchè erano soliti disegnare strane mele sbocconcellate sul fronte delle loro macchine. Non si è mai capito questo simbolismo che significato avesse.

    Fu qualche tempo dopo, però, che nel mondo dei calcolatori giunse la vera rivoluzione. Dal gruppetto dei monoteisti se ne staccò una piccola parte, che diede vita al nuovo sistema operativo, INRI-DOS, a molti noto anche come MONOTEISMO 2.0. Questo altro non era che una summa di quanto la programmazione aveva realizzzato fin lì, con qualche tocco originale. Infatti il suo Kernel originale, secondo la leggenda, si avviava solo se l’elaboratore era posto in una custodia di legno imbottita di paglia, e per un curioso bug l’orologio di sistema si avviava sempre con data fissata al 25 dicembre, come il già diffuso S.O. Mitra 2.4.1, e come questo dopo metà della vita usuale – per l’epoca – di un calcolatore subiva un tremendo crash definitivo dell’intero kernel e andava ricompilato o formattato, operazione che richiedeva circa 3 giorni. Nonostante questi problemi, e a differenza della versione 1.0, Monoteismo 2 si diffuse assai velocemente in tutta la comunità degli utilizzatori, e nonostante la contrarietà del capo-progetto ben presto la strategia di comunicazione dell’azienda sviluppatrice rivolse le sue attenzioni a coloro che con Monoteismo 1.0 non avevano mai voluto avere niente a che fare e anzi magari lo avevano osteggiato – forse anche per questo la 2.x non fece granchè breccia nei cuori dei fan della prima versione -, con enorme successo.

    Infatti la comunità degli utenti era ormai molto numerosa ma aveva nel complesso perso buona parte delle caratteristiche che possedeva nel periodo precedente, e Monoteismo 2 sembrava essere perfettamente adatto alle nuove generazioni. L’utente medio di quell’epoca aveva infatti molto meno tempo da dedicare ad approfondire personalmente la conoscenza dei calcolatori e dei loro modi d’uso, e spesso preferiva delegare ad altre persone più esperte la gestione di base del sistema. Così mentre prima, pur essendoci sempre bisogno di tecnici specializzati in caso di problemi più gravi o periodici check-up del sistema, ogni utente si poteva/doveva arrangiare nella maggior parte delle sue interazioni col sistema (era lui a decidere cosa doveva fare il calcolatore e soprattutto era lui in prima persona a realizzare i programmi e a beneficiarne), in questo nuovo periodo storico l’utente era solitamente incapace di realizzare sue proprie applicazioni e anzi era fortemente scoraggiato dagli sviluppatori stessi a cercare di comprendere il funzionamento della macchina. Così mentre il ruolo del computer assumeva sempre più importanza nella vita delle persone, le stesse persone avevano sempre meno controllo sul computer stesso. Sono di quest’epoca le frasi, poi diventate idiomatice, come “Il contenuto di questa cartella è stato nascosto per la tua sicurezza” o “La ricerca della eccessiva conoscenza conduce l’uomo alla perdizione”.

    I frequenti crash, la scarsa duttilità e la crescente invadenza del sistema operativo, che sembrava puntare a prendere il controllo di ogni aspetto della vita umana, dai comportamenti privati (noti i problemi creati alla gestione delle periferiche Plug&Play e di connessione con altri utenti), alle crescenti richieste di certificazione presso la casa madre dei propri atti, creò tuttavia qualche malcontento e spinse alcuni sviluppatori a pensare a varie alternative, di orientamenti spesso diametralmente opposti tra loro. Ci fu chi propugnò un ritorno al Politeismo, riveduto in chiave moderna e tendenzialmente privo di gerarchia, chi pensò a un Monoteismo 3 che riprendesse gli aspetti più positivi della versione 2.x migliorandone gli aspetti meno apprezzati, chi semplicemente tentò di riscrivere parte del codice di Monoteismo 2, alcuni eliminandone tutte le intermediazioni superflue e creando un S.O. più vicino in certi aspetti alle prime idee che gli sviluppatori originari di Monoteismo 2 avevano pensato e in seguito in parte abbandonato, altri rileggendo in chiave moderna e più accattivante solo l’interfaccia grafica del SO.

    Tutti questi tentativi ebbero i loro sostenitori, chi più, chi meno, nelle varie epoche successive. In particolare Monoteismo 3 ha saputo procurarsi un grandissimo numero di fan che non lo cambierebbero per nulla al mondo. Esistono tuttavia non pochi detrattori di questo sistema, i quali puntano il dito contro le continue attività online richieste dal sistema, i limiti software imposti artificialmente dagli sviluppatori nelle prime versioni, dovuti in massima parte ai limiti dell’hardware dell’epoca ma mantenuti acriticamente anche dagli attuali dirigenti della casa produttrice, e dalla necessità per ogni utilizzatore di autenticarsi almeno una volta presso il server centrale, ubicato nella sede principale dell’azienda e mal servito da una rete di accesso spesso assolutamente insufficente.

    Elemento comune a tutte le versioni di Monoteismo, comunque, è sempre stata la difficoltà per ogni utente che abbia iniziato ad utilizzare uno di questi sistemi a passare ad uno diverso, qualunque esso sia.
    Sembra incredibile, al giorno d’oggi, eppure per secoli i fan più accaniti e meno ragionevoli dei diversi sistemi arrivavano, fin dall’arrivo sul mercato dei propri benamini, a scontrarsi in accesissime dispute che spesso finivano per portare solo danni a tutti i coinvolti e anche a chi veniva messo in mezzo suo malgrado.

    Per fortuna, però, quest’epoca è finalmente conclusa. Oggi, come sapete, tutti quanti utilizano Milanino, il sistema operativo degli Italiani creato per voi dal Papa in persona, il vostro amico di sempre. Milanino è in grado di gestire molti più aspetti della vita: sa sempre cosa fate e vi fa arrivare solo la pubblicità che vi è più utile, vi ridireziona ai siti migliori, quelli che ho scelto io, in maniera automatica, e fa tante altre cose che vi facilitano la vita, non come ai tempi di cui vi ho raccontato. A quell’epoca, voi bambini non avreste potuto godere di questa divertente registrazione, ma avreste dovuto sorbirvi una noiosissima lezione di un paio di vecchie maestre con le rughe che insistevano perchè imparaste a memoria le tabelline e le poesie della gente vecchia, e magari ve le avrebbero fatte leggere su carta, pensate, oppure vi avrebbero obbligato a scrivere a mano! Invece oggi, grazie all’amore che il vostro amico di sempre ha per voi, potete divertirvi con questo allegro video, che viene avviato dalla vostra maestra, la mia amichetta Claudia – avete visto come è bella, bambini? e anche tanto disponibile! ;-) Bambine, da grandi dovete essere come lei ;-) : non dice mai niente, pensate! – che non deve finalmente affaticare il suo cervellino per spiegarvi le cose ma basta che lanci le cassette che il vostro amico di sempre ha registrato per voi! Non è più bella la vita, oggi?

    Il vostro amico di sempre, Sua Emittente Santità

    :-D Silvio I :-D

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    Dlin-Dlon! Comunicazione di Servizio!

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 28, 2008

    Si avvisa la gentile clientela che è comparso un post retrodatato. Ci scusiamo per l’attesa

    Dlin-Dlon!

    Dlin-Dlon!

    Si avvisa la gentile utenza che il post “Fuori sede”, e soprattutto il suo irrinunciabile e prezioso link, sono finalmente disponibili. Ci scusiamo per il ritardo

    Dlin-Dlon!

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    Classe… di coccio

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 25, 2008

    “Ma non eri Faustiniano?”

    (Martina Z. riguardo al sottoscritto,
    qualsiasi cosa voglia dire)

    Mi hanno contattato su Feisbuc un mesetto fa. “Cena di classe”.
    ‘Quale classe?’, mi sono subito chiesto… Forse quella dove, non avendo alcuna voglia di perdere tutte le sere a bere e fumare, fui oggetto di scherzi e danneggiamenti vari per 5 anni? Quella dove si sosteneva che io puzzassi perchè un giorno un mio “caro” compagno aveva così stabilito?
    Quella dove il mio “migliore amico” non ha mai alzato un dito in mia difesa? Quella dove una una dolce, impegnata, coerente e combattiva pulzella invitò i ganzi a piantarla di sfottermi deformando una canzone non perchè potesse darmi fastidio o perchè risultassero stucchevoli, ma perchè “Ligabue non si può storpiare, usatene un’altra!” ? Quella dove per passare una notte tranquilla in traghetto dovetti dormire al piano di sopra del letto a castello della cuccetta con gli scarponi da montagna addosso, pronto a minacciare di calci in faccia chiunque fosse entrato, segnalato da un rudimentale ma efficace sistema d’allarme? Quella dove i miei libri, quaderni e materiale vario dovevano restare sempre sott’occhio, perchè persino un’interrogazione voleva dire trovare dei danni al ritorno?

    Forse quella dove, gli ultimi due anni, mi vendicai rendendo ai miei compagni maschi la pariglia uno alla volta, facendo si che il danneggiato di turno, uno di loro, accusasse di volta in volta un’altro della loro banda? Quella dove durante un cambio d’ora ero talmente inviperito che sollevai di peso, con un braccio solo, il “caro” compagno di cui sopra tenendolo per il collo e lasciandogli una seria completa di segni di unghie ad altezza carotide? Quella dove lanciai un ombrello di punta direttamente a un centimetro dalla testa di un altro, dopo che questi aveva tentato di evirarmi con lo stesso?

    Forse quella dove, infine, scopro oggi che nonostante 5 anni passati a stretto contatto di me non avevano capito assolutamente un cazzo, e mi consideravano un comunista via di mezzo tra Bertinotti e Stalin…A me, che non ho mai votato più a sinistra dei verdi!!!

    Di quella classe mi stavano simpatiche tre persone. Una è la persona in asoluto a me più vicina, un’altra è una mia amica ed è l’unica ex-compagna di classe con cui ho mantenuto rari contatti, il terzo era detto “la Gattamorta” e mai una volta che abbia, come detto, alzato un dito o la voce per darmi una mano. Restava, a suo modo, simpatico, e poi io tendo a perdonare, spesso pure troppo. Ma sono tre. Gli altri risultavano chi troppo stronzo per essere vero, chi ipocrita, chi falso e/o sfruttatore, chi semplicemente poco affine o privo di qualsiasi voglia di sviluppare un legame che andasse al di là del “ciao” ogni mattina. Quindi tre, 3 persone su 27 complessive nei cinque anni.

    E io dovrei sprecare una serata in questa piacevole compagnia? Ho altro da fare, grazie.

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    Revisionismo sociale

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 20, 2008

    Hispa, ma ‘ndo m’ha porto?!

    (Cartello dell’Hispanica, rivolto a Hispanico82)

    Ero ancora in quell’età nella quale “tosto” e “hamburgher” sono parole che hanno la stessa aura di mistero e incomprensibilità. Diciamo secondo anno di asilo? Diciamolo, più o meno 4 anni, ma forse addirittura prima. Già c’era una parola che odiavo con tutto me stesso. Questa parola era “meeting”.

    Ovviamente un bimbo di quell’età, che neanche sa cosa diavolo voglia dire una parola, deve avere validi motivi per annunciare “il meeting è una cosa brutta!”, frase che per un tipo ultrarispettoso di tutti e tutto quanto era il sottoscritto (ero una specie di angelo in braghini corti e capelloni ricci alla Battisti, timoroso persino che, a dire ai propri genitori che il tempo in un luogo dove si era in gita era brutto, un’ipotetico e inesistente abitante locale che avesse potuto avere sentore del mio pensiero si potesse offendere…. fate un pò voi….) era un pò l’equivalente per il romagnolo medio di una sequela ininterrotta di 10 minuti di bestemmioni intervallati dalla parola di cui sopra.

    Il motivo misterioso è presto detto. Per me il meeting non era un generico “incontro”, come mi spoego a domanda diretta mi a madre anni dopo. Per me esisteva UN solo meeting, IL meeting, anzi IL Meeting. La terrificante assemblea annuale degli integralisti cattolici: Il “Meeting per l’amicizia tra i popoli (a patto che siano cattolici, bigotti e lobotomizzati come noi)” di Comunione & Liberazione.

    L’odio viscerale socio-politico nacque molti anni dopo, quando scoprii quali ideali propugnavano questi bei signori, ma fin dalla più tenera età sapevo che “Meeting” significava, per me, 7 giorni senza i miei cugini e senza quindi la quasi totalità dei miei compagni di giochi.
    Figlio unico per 7 lunghi anni, io non ho mai avuto difficoltà a divertirmi da solo, ben prima che Computer e TV entrassero nella mia vita. Ma questo d’inverno. Durante l’estate, io e i miei 6 cugini eravamo una cosa sola, e il fatto che mio babbo fosse l’unico dei tre fratelli fuori da CL mi precludeva contatti con loro per tutta la durata della manifestazione. Che 4 enormi scatole, quei giorni!!

    Ci ho messo 20 anni, ma ce l’ho fatta. Ora posso dire di aver fatto pace con la parola “meeting”.
    E’ bastata mezza giornata, tra calcio, basket e una mangiata luculliana in mezzo a 60 simpaticissime persone mai viste nè conosciute prima se non dietro pseudonimi e avatar, il tutto sotto l’insegna “Play.it USA Meeting – Bologna 2008″ per farmi dare istintivamente, alla parola meeting, un significato completamente diverso.

    Pubblicato su Fixing News, Tra un malanno e l'altro | Lascia un commento »

    Nevrotumblr, numero 7

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 15, 2008

    Il Papa: I soldi sono niente, è solida solo la parola di Dio.

    Santità, ma quella i dividendi li da solo a Lei!

    Il Papa: I soldi sono niente, è solida solo la parola di Dio.

    Dopo l’esistenza come naturale conseguenza della superiorità dell’essere, la solvibilità come naturale conseguenza del vaniloquio. La filosofia cattolica fa progressi.

    Il Papa: I soldi sono niente, è solida solo la parola di Dio.

    Qualcuno mi spieghi perchè da 1500 anni lui e i suoi accumulano nullità….

    Via mille tumblr

    Il punto è: se valutaste la Bibbia con occhi più obiettivi vi rendereste conto che in buona sostanza si tratta di un campionario dettagliato delle cose che Dio potrebbe farvi se non lo assecondate. Consideratela come una lettera minatoria di milleduecento pagine rilegata in similpelle ed edita dalle Paoline. Funziona così; è solo una questione di stile: alcuni ti mettono una testa di cavallo tra le lenzuola, altre ti dicono che hanno un ritardo di due settimane, altri fingono di ritirare la propria offerta su Alitalia, altri ancora si inventano un culto religioso rigidamente gerarchizzato.

    Qualcosa del genere, via strepitumblr e molti altri che trovate li.

    Il Papa [...] vi dà una guardatina e, se lo ritiene opportuno, ne tiene conto per la stesura di un documento; se non lo ritiene opportuno, può anche usarlo per pulirsi il culo.

    Al sinodo si vota | Malvino via strepitumblr

    Non hanno tutti i torti quando dicono che “farsi il mazzo” sul lavoro ti può aprire tante porte!

    Il mazzo del potere, da Provare oggi per sbagliare preparati domani

    Non sono più visto = tipica espressione greca per invitare a cogliere l’attimo

    Geniale, da Vodka! di Provare oggi per sbagliare preparati domani

    Vauro sul Manifesto

    Staino su l’Unità

    Il video della settimana

    Ahmed, il terrorista morto

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    Ich habe den Wagen

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 9, 2008

    -Beh, si sa che l’auto è un’estensione fallica….
    -Ok, ma non contare su di me per il garage!

    (Lui & Lei, anonimi?)

    Ok, lo so, ha 113.000 chilometri sul groppone.

    Ok, lo so, ha un motore 2.400 turbodiesel che con i chiari di luna attuali dei prezzi del carburante non è il massimo.

    Ok, lo so, vivo a Bologna, città con una circolazione impossibile e altissimo tasso d’incidenti.

    Ma è mia, completamente. E’ la mia macchina, e guai a chi me la tocca!

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    Fuori sede

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 8, 2008

    M’illumino
    d’immenso
    soltanto
    se non penso!

    (Alessandra Faiella,
    “cubista” al Pippo Chennedy Show)

    Un’intera giornata
    buttata davanti
    alla scritta
    “Non risponde”
    con le finestre
    bloccate
    in coma poco vigile
    Con la freddezza
    dei loro sguardi
    penetrante
    nel mio non-fare.
    Ho scritto
    previews piene di tifo.

    Non sono mai stato
    tanto
    anelante di rete.

    Pubblicato su Amici sportivi, buonasera!, Robota | Contrassegnato da tag: , | Lascia un commento »