Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

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  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per la categoria ‘Il nonno racconta’

    Quasi quattro mesi fa

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 12, 2009

    I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti

    (Ellekappa)

    Avevo iniziato questo racconto (di un episodio visto tornando a casa dal lavoro), a gennaio scorso. Poi avevo lasciato perdere. Lo pubblico in onore del mio-malgrado-anche-mio Presidente del Consiglio.

    Fine gennaio, sette di sera di un giorno feriale. Periferia di una città del nord-Italia, bassa padana. La zona è malfamata, non si sa come nè perchè. Chi dice i negher, chi dice qel zìngher, chi le corse clandestine di chi vul fà lo sburòn

    Il ragazzo cammina svelto e per fortuna piove, pensa. Sembrerebbe paradossale che un ragazzo senza ombrello e a capo scoperto sia contento della pioggerella in pieno inverno, ma se piove fa un pò meno freddo, pensa. La faccia tirata per la stanchezza, la barba di due giorni, i capelli cortissimi, e accidenti a quando ha dato retta alla sua ragazza e li ha tagliati così per essere più figo. Come se avesse il tempo di essere figo, con tutto quel che ha da fare. Come vorrebbe non passare di qui, dopo le 4 non passa più un cane.

    L’altro ragazzo cammina anch’egli svelto, è stanco, ha lavorato tutto il giorno e come al solito quel cretino del suo collega lo ha preso in giro, e lui sempre a sorridere, ridere, abbozzare. Ha sempre riso sulle finte battute razziste che gli rivolgevano i suoi amici, ma questo qui gli si rivolge sempre con un bel “Negro di merda”. Solo che è amico del padrone, che ci può fare lui?  Ingoia, ma non per questo è felice. E’ sempre stato troppo buono, lo sa, e ogni tanto gli viene il dubbio che “pirla”, come gli dice il suo amico, sia un termine più corretto. Che rabbia, pensa, scurissimo in volto. Come vorrebbe non passare in questa zona a quest’ora, dopo le 4 non passa più un cane.

    Uno contro l’altro, in direzioni opposte, stesso marciapiede, si avvicinano senza nemmeno accorgersene.
    Poi notano il movimento, al limite del campo visivo. Alzano, cauti, lo sguardo, i sensi all’erta, come le gazzelle nei documentari di Piero Angela, quando colgono un segno della presenza della leonessa. Rallentano, quasi impercettibilmente, il passo; lanciano occhiate attorno a loro, per verificare la situazione. Nessun’altro in giro, solo gente che passa, anche un tipo alto in bici, facendosi gli affari suoi. Nessuno su cui contare. Solo quella presenza, inquietante, che viene incontro. “Punta me, è me che vuole!”

    “Un nero, un extracomunitario, con la faccia cattiva: forse un delinquente. Che faccio? “
    “Un bianco, rasato, con la faccia cattiva: forse un nazi. Che faccio?”

    Cambiare direzione darebbe troppo nell’occhio, entrambi proseguono. Incassano la testa tra le spalle, abbassano il viso, allungano il passo, scrutano la minaccia di sottecchi. Sono a 4 passi di distanza, due,…. eccolo….

    Passano.

    Il tutto è durato meno di 10 secondi.

    Ma è stato, anche dall’esterno, più chiaro e chiarificatore di mille articoli e saggi assortiti.

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    Lei è piena di coraggio.

    Pubblicato da Hobbit83 su Gennaio 8, 2008

    Mi butto cinque minuti sul letto…

    (Frase generalmente precedente a 3 ore di profonde ronfate)

    Lei era in piena attività di laboratorio, lavoro di tesi, lavoro duro. Uscita alle 19, casa mia era a pochi minuti di bici dalla facoltà, casa sua a oltre mezz’ora.
    Così fu presa da un improvviso bisogno di fare visita al suo adorato e mi raggiunse a casa. Io armeggiavo, stranamente, al PC.
    Arriva, saluta, e si butta sul letto dicendo “5 minuti e faccio la cena per entrambi”. Dopo tre quarti d’ora la chiamai perchè la cena, preparata da me, era in tavola. Cercando di svegliarsi, venne a mangiare.
    “Lascia stare i piatti”, disse l’ingenua, “li faccio io dopo. Intanto che tu guardi gli ultimi 10 minuti di TV io vado di là”.
    Dieci minuti dopo la raggiunsi in camera che dormiva, con un giornale abbandonato addosso, prova del suo disperato tentativo di fare qualcosa di utile…. la coprii alla meno peggio e mi rimisi a lavorare. Erano le 21. alle 22.15 provai dolcemente a chiamarla, e ottenni un “sì, hai ragione, arrivo…”
    Sapevo che doveva tornare a casa in bici, per cui ri provai a chiamarla intorno alle 23, ottenendo solo un “arrivo” grugnito in qualche modo. Infine, era ormai mezzanotte, andai con decisione, la scossi dolcemente dicendo “Dai, amore, coraggio….” La sua risposta, ho i testimoni a confermarlo, fu, chiarissima e perfettamente intelleggibile:

    Sono piena di coraggio!

    La donna piena di coraggio non diede ulteriori segni di vita fin verso l’una, quando, rassegnato, la chiamai, le feci mettere il pigiama e la spostai leggermente di lato, per ottenere una frazione di materasso nella quale dormire anch’io.
    La sua ultima frase, prima di riaddormentarsi immediatamente e profondamente per le successive sette ore e mezza, fu

    Chissà se ora riuscirò a riaddormentarmi subito, con tutto quel che ho dormito!

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    Il nonno racconta

    Pubblicato da Hobbit83 su Gennaio 8, 2008

    Ho ancora tante cose da raccontare
    per chi vuole ascoltare
    e a culo tutto il resto!
    (F. Guccini, l’Avvelenata)

    Tempo fa il Coach mi disse che “a volte parli proprio tanto….”
    E ha ragione. Amo raccontare, spesso indipendentemente dall’interesse dell’uditorio. E allora perchè non sfruttare il blog, dove ti legge solo chi ha voglia?
    E allora, siccome non ne avevo già abbastanza, ecco una nuova categoria….
    Hobbit presenta…

    Il nonno racconta

    Dentro? Tutto quel che mi viene in mente, da aneddoti personali o di famiglia a tutto ciò che all’epoca non ho raccontato perchè non avevo tempo o non avevo proprio il blog….
    Fuffa inutile, insomma.

    Pubblicato su Fixing News, Il nonno racconta | Contrassegnato da tag: | 2 Commenti »