Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

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  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per la categoria ‘Jailhouse Rock’

    Augustus mensis

    Pubblicato da Hobbit83 su Agosto 4, 2008

    E’ meglio lavorare poco e fare tante vacanze,
    piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze

    (Massimo Catalano, “Quelli della notte”)

    Ferie, finalmente. Da oggi sono in ferie, e ne avevo proprio bisogno. Ieri gitarella mica male alle Pozze del Bidente, vicino Poggio alla Lastra (FC). Io per passare il tempo mi sono risalito più di un chilometro di torrente saltando scalzo da un sasso a un arbusto, per il gusto di farlo e per fare due tuffi in una pozza più alta; mio fratello è rimasto alla prima pozza, non ha toccato l’acqua e si è fumato 7-8 sigarette in una mattinata. Esemplifica le differenze caratteriali, secondo me.

    A parte questo, stanotte ho dormito 11 ore e mezza e l’attività fisica più pesante che ho sostenuto in giornata è stata digerire un pizza farcita globalmente (ovvero con tutto e di più). Capirete quindi che ho davvero poco da raccontare…

    Dopodomani comunque parto per la montagna. 8-9 giorni in tenda, tra trekking e sonno. Il fatto che vada già accompagnato mi fa uscire leggermente dalle categorie, ma questo merita lo stesso.

    E siccome non sono affatto il tipo “2.0″ questo blog non verrà aggiornato per tutto il tempo della mia permanenza tra le edelweiss. Non credo di causare suicidi di massa con questo annuncio, comunque.

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    La legge del 150%

    Pubblicato da Hobbit83 su Luglio 28, 2008

    I parenti sono come le scarpe,
    più sono stretti e più ti fanno male.

    (Totò)

    Trattasi di legge di uso comune e di facile comprensibilità. Ciò che è adeguato a un numero n di persone, non lo è più se tale n cresce a un valore uguale o superiore a (3/2) *n.

    Così, il cibo accuratamente misurato per 4 persone si rivelerà penosamente inadeguato a sfamare 6 fameliche bestie mangiapiade, per esempio. Oppure, le ferie accuratamente programmate per coincidere con l’assenza di genitori e fratello saranno irrimediabilmente rovinate se detta assenza non mi manifesterà anche in uno solo dei coinvolti. Saranno quindi fatte saltare per aria dalla geniale e perversa tattica del congiunto che troverà il modo di restare a casa la prima settimana di vacanza, “tanto c’è mio fratello”.

    Tra l’altro, a me è arrivato un “Tanto a te cosa cambia?”, un “Mica lo devi badare”, un “Si arrangia”, un “Sei libero di fare quel che vuoi”. Quando ho detto “allora me ne vado in quei giorni”, le scene di panico nei dintorni di Manhattan del settembre 2001 si sono rincantucciate vergognose, cedendo la strada alle nuove campionesse della categoria.

    Shit happens. A me un pò troppo spesso, in coincidenza con le vacanze.

    P.S.: in realtà, poi, ieri a mangiare si era solo in 5, e il quinto era anche piuttosto simpatico. E ciò che era adeguato a 4 persone si è potuto tranquillamente espandere a 5, rispettando la legge :-D

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    Non tutto ma Bonaparte

    Pubblicato da Hobbit83 su Gennaio 1, 2008

    Per verificare l’allineamento tra la qualità erogata e quella percepita dalla clientela,
    inoltre, ci siamo dotati di un ampio programma di customer satisfaction.

    (Dal sito di Trenitalia)

    Mi era quasi riuscito. Fanchy era rimasto su fino all’uno, e li avevo assicurati che l’unico treno buono per fare il Bolzano-Rimini il primo dell’anno non viaggiava. Ero a posto, almeno fino al due ero tranquillo.

    Ma portandomi in stazione AiMieiTempi, per scrupolo, ha chiesto alle informazioni. E, toh, il treno è ricomparso.

    Tra mezz’ora Fanchy è qui. E vaffanculo.

    E sorvoliamo, di nuovo, sul fatto che dare un premio a uno stronzo che ti dà dello “Sclerato” e cerca sempre e solo di fregarti e non lavorare mai sia cosa quanto mai discutibile.

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    Non l’avrei mai pensato…

    Pubblicato da Hobbit83 su Dicembre 28, 2007

    I caratteri acquisiti durante la vita sono trasmessi alla prole

    (Jean-Baptiste de Lamarck)

     

    Oggi è successo ciò che non mi sarei mai aspettato.

    Mio padre mi ha detto

    Assomigli molto a tua madre!

    e io ne sono stato sommamente felice. Da non credersi.
    Si, ok, si parlava esclusivamente di abilità nello sciare, ma resta l’avvenimento, ecco.

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    Vediamo se riescono a fregarmi

    Pubblicato da Hobbit83 su Dicembre 19, 2007

    “le scuole sono finite,
    vacanze tanto sognate,
    ma finalmente arrivate.”

    (883, La lunga estate caldissima)

    Se Krishna vuol, esami finiti fino al nuovo anno. Ed era pure ora.
    Ieri sera, cena per il grande ritorno della danese, con conoscenza de visu di vari conoscenti virtuali che bazzicano il suo blog, per una gran bella serata.

    Si avvicina la resa dei conti sulle vacanze, già anticipata tempo fa dalla compagna. Breve riassunto per chi si mettesse all’ascolto solo ora.

    Da tempo immemore (leggi: da quando ho una compagna, che per giunta è come la storica Ferrari F399 sls di Della Noce: Sempre-La-Stessa) provvedo regolarmente ad abbandonare  i miei nella località di vacanza con un pò di anticipo, per godermi il dolce eco della mia vuota magione e la compagnia del suddetto mio dolce terzo.

    Il Fancazzista vorrebbe da anni imitarmi, per evitare la compagnia di Isty e di AiMieiTempi, e in questo lo capisco pure, tuttavia non ho alcuna intenzione di rovinarmi le vacanze (io considero solo i giorni in cui riesco a stare a casa da solo vere vacanze) e l’ho sempre lasciato dove stava.

    Siccome però quest’anno a scuola il Fancazzista è ancora più fancazzista del solito, AiMieiTempi ha pensato bene, senza consultarmi, di promettere al suddetto che potrà tornare giù anche lui con me: tornerà il 30 gennaio, più un giorno per ogni insufficienza nelle medie scolastiche.

    Ora, già il concetto di premio a un nullafacente totale e per di più irrispettoso^n verso i propri genitori lo vedo come una bestialità assoluta. Che poi questo premio finisca sulle spalle mie è una prassi consolidata ma che mi ha pure stracciato i gioielli: “Tanto a te cosa cambia?!” Tutto, cambia. Io voglio essere in ferie, per tre giorni all’anno. Ferie vere, senza rompicazzi attorno. Loro non si fidano di lui, non lo lascierebbero mai a casa da solo (ha 17 anni, mi lasciavano a casa da solo che ne avevo 5/6 e anche meno, e a 11 lo badavo e preparavo la cena per tutti) ma tanto c’è il pirlhobbit che lo bada e loro si godono le ferie. Sticazzi. Me lo sono già sbattuto anche troppo. Me l’hanno lasciato per la prima volta che io avevo 8 anni e lui neanche uno, e di lì è stato un crescendo. Ripeto, sticazzi. Mi son detto: “Mettiamo in chiaro che a me non va e poi vediamo gli sviluppi”. Così, a un primo scambio di vedute con AiMieiTempi e consorte concluso con un terribile “ma non ti preoccupare tanto non ce la fa”, per me una frase obbrobriosa da qualsiasi parte la si veda, sono seguiti vari avvenimenti.

    A metà novembre è arrivato una “comunicazione di medio periodo”da lacrime e sangue: 5 insufficienze, Italiano, Matematica, Topografia, Scienze delle costruzioni e Tecnologie agrarie. Caporetto si è sentita sminuita e ha rinunciato al ruolo di disfatta nazionale massima per manifesta inferiorità. Ritorno di Fanchy: 4 gennaio.

    A inizio dicembre il colloquio con il prof di Italiano ha portato questa materia tra le recuperate: Estimated time of return: 3 gennaio.

    A inizio settimana Fanchy fa un compito di Agraria (credo) di cui sa già le domande (perchè richieste agli omologhi della sezione a fianco che hanno svolto il compito alla prima ora). Recupero assai probabile. ETR: 2/3 gennaio.

    Venerdì si farà interrogare in Costruzioni, e sostiene che lo recupererà; io la vedo dura. ETR: 1/3 gennaio

    Sostiene di essersi fatto interrogare in Matematica e di aver preso 6,5, che col 5,5 precedente farebbe 6. Finchè non vedo non ci credo, ma ETR: 31 dicembre/03 gennaio.

    Topografia invece ci ha dato su, come si dice qui da noi… d’altra parte se in tre mesi scarsi di scuola rimedi tutta la gamma di voti interi compresi tra 2 e 6, le speranze sono poche. ETR: 31 dicembre/03 gennaio.

    Io, come aspirante Ingegnere, sono stato addestrato a considerare il caso peggiore. 31 dicembre.
    In questo caso, io non ho intenzione di accettarlo. O minaccio Fanchy, o ribalto la cosa dicendo che vado su il 30, stando a casa all’inizio della vacanza, e voglio vedere come la mettono.

    Se anche solo una delle tre variabili di Fanchy, invece, non va a posto, e quindi l’ETR si sposta al primo dell’anno, credo che farò valere la forza della mia esperienza di treni e farò notare a Fanchy che tra Bozen e Rimini non ci sono treni comodi nei festivi e che quindi, ah!, ria sorte, dovrà restarsene su fino al due….

    Sono ore di spasmodica attesa! (E, mi dispiace, ma neanche troppo, dirlo, di orrende gufate!)

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    Vabbè, allora sparatemi e facciamola finita

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 12, 2007

    E se le dici che al momento
    “Sono occupato, ti richiamo”
    quando la chiami
    dice che non l’ami e fa l’offesa

    (Articolo 31, La fidanzata)

    Procuste regna sovrano, as usual.

    E tutti si preoccupano solo del mio bene. Che culo, eh?
    Se trovi da una parte, non va bene a una, se trovavi da un’altra, non andava bene a due.
    So bene chi preferirei, io, se le condizioni fossero paritarie; ma non lo sono. Così loro nella loro totale dissociazione mentale sono felici solo all’idea che io perda un’altro anno di studio, lei è incazzata come una biscia. Non che sia una novità, ultimamente.

    No problema, al diavolo i soldi, restiamo a roderci il fegato. Niente lavoro e resto qui, così quando mi laureo potrò dire:
    “Non ho una lira, quindi lascio casa a Rimini per andare a vivere un anno a Bologna pagando uno degli affitti più alti d’Italia e senza avere un lavoro”. Non fa una grinza.

    Qui finisce che io mando a quel paese tutti, qui intorno, e vado a fare l’eremita in Armenia. Mi ammazzerò di seghe, che ve devo dì? Ma almeno limito le interazioni sociali. Anche perchè fino a due minuti fa avevo una voglia matta di uccidere qualcuno, e in mancanza di chiunque altro stavo ripiegando sull’autoterminazione. E sono ancora qui solo perchè in questa città ci sono troppi pochi ponti alti, e la circolazione delle armi in Italia non è mai stata soddisfacente. Questa classe politica non viene incontro alle esigenze basilari dei cittadini, bisogna dirlo.

     P.S.: sono un filinino alterato. Si nota?

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    Jailhouse Rock

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 7, 2007

    La casa sul confine della sera
    oscura e silenziosa se ne sta,
    respiri un’ aria limpida e leggera
    e senti voci forse di altra età…

    (Francesco Guccini, Radici)

    I luoghi dove uno abita hanno sempre delle particolarità. Alcune oggettive (il giardino, la sala grande, la porta che non chiude bene…), altre, spesso più importanti, decisamente soggettive. Tra le più soggettive, c’è “chi vive con te”.

    Sforzandomi di concludere la stramaledetta università, mi sono rinchiuso, spero per non più di un anno, nella “casa della mia infanzia” (che tenero….) con la mia adorabile e amorosa famiglia. Questo ha un influsso pessimo sul mio umore, e il blog rischia di rispecchiarlo. Pertanto, mi sembra il minimo presentarvi le cause di cotanto scazzo.

    1. Mio padre, detto AiMieiTempi. Professore, classe ‘53. Cresciuto all’oratorio dei Salesiani, secondo di 3 fratelli. Sempre un passo avanti agli altri, si è sempre considerato poco amato in famiglia e ha dovuto lottare sempre col fratello maggiore, si laureato a 22 anni in fisica, sposato a 24 appena compiuti. Da sempre uomo “impegnato”, fino all’anno scorso faceva 3 lavori. Uomo che non vuole beghe, non vuole discutere, non vuole dibattiti, tranne quando decide lui.
    Le cose sono come le stabilisce lui, le persone sono al suo servizio. Disprezza mio fratello, ha una moglie che non sopporta più ma che “è malata” e quindi alla fin fine può fare ciò che vuole. Si urla addosso con la suddetta almeno una volta al giorno. Con me, è l’ambiguità fatta persona. Ero il suo orgoglio, ora per molti versi è deluso, si vede. Suo figlio non sarà mai il fondatore della nuova Google e questo lo sminuisce. Di contro, preferisce me a mio fratello, ma cerca di non fare eccessivi favoritismi, per cui a ogni danno fatto da mio fratello, lo abbiamo fatto NOI. Come farsi amare.

    2. Mia madre, detta Isty, classe ‘55. Una causa persa, la schizofrenia elevata a forma d’arte. Un secondo prima ti infama, quello dopo ti adora e ride e scherza. Pare che gli sbalzi d’umore siano causati anche dalle sue disfunzioni tiroidee, ma non è certo tutto lì. Lascia fare al fancazzista tutto ciò che questi vuole. Se questo sta al computer 10 ore al giorno, gli dice di spegnere, lo stronzo se ne frega e lei non reagisce. In compenso, se mio padre prova a dire che mio fratello gioca col pc 10 ore al giorno, attacca mio padre perchè direbbe cose non vere. Per lei è naturale e dovuto che io faccia in casa tutto ciò che lei ritiene, suo insindacabile giudizio, corretto che io faccia. Ha avuto la fortuna di avere un figlio maggiore che, senza esagerare, mi sento di definire pienamemente affidabile fin dalla tenera età. Ha lavorato qua e là fino alla fine degli anni 80, poi si è fatta il culo dall’89 al 96, delegando al figlio maggiore la casa (ricordo bene di essermi fatto, per esempio, tutto il periodo dei mondiali ‘94 (11 anni) cucinando tutte le sante sere per tutta la famiglia) e il figlio minore. A quel punto, ha deciso che lei aveva fatto abbastanza, e complice mio fratello giunto alle elementari, ha avuto il modo di non fare più niente fuori di casa.

    3. Mio fratello. Detto “il fancazzista”. 17 anni. Cresciuto più con suo fratello che con i suoi fino almeno ai sei anni. L’ho tenuto io un’intera giornata quando aveva neanche sei mesi (io 7 anni), l’ho cresciuto dandogli probabilmente più limiti io di quanti gliene dessero loro. In seguito, a 6 anni le maestre dicono a mio padre “ce lo porteremo dietro”. Pensano sia solo svogliato, in realtà ha una grave forma di dislessia, che arriva a ripercuotersi su ogni forma di coordinazione, anche fisica, rendendolo handicappato in ogni sport. Sostengono abbia un buon cervello, che lo ha molto aiutato dapprima a imparare a scrivere, poi a cavarsela. Gli anni delle elementari sono un calvario, 3 maestre idiote e genitori che avrebbero bisogno di giornate di 36 ore. Sta 6 ore al giorno sui quaderni con mia madre, a volte non basta, ma va avanti. Alle medie continua a essere seguito quotidianamente dai miei, e in qualche modo se la cava ancora. Alle superiori sostiene di potercela fare da solo. Primo anno con debiti gravi, nonostante una task force (mamma in italiano, io e mamma in latino, lezioni + io in inglese, pà in matematica). A metà anno pare spacciato, poi finalmente apre un libro e si salva.
    Secondo anno da tregenda, non studia mai, “tanto conta il secondo quadrimestre”, prende solo 3 e 4, “anche l’anno scorso era così, ma poi…”, arriva alla fine con una pagella schifosa. Quarto debito: ginnastica. Bocciato. I miei cedono ancora, nonostante mille minacce e patti infranti, e lo lasciano tentare il trasferimento ai geometri (così riesce pure a non lavorare). Per la prima volta in vita sua studia qualcosa, dei buoni insegnanti lo aiutano validamente. Passa. Un anno senza fare quasi niente, alla fine nonostante sia in seconda (per la seconda volta), viene rimandato in chimica e matematica. Qualcosa studia, qualcosa glielo inculcano ancora due validi insegnanti, recupera i debiti. Da settembre, non ha più aperto un libro. Passa la vita attaccato a World of Warcraft, doveva fare dei lavoretti per guadagnare i 40 € mensili della connessione flat ma non li ha mai pagati. Nessuno glieli chiede. L’anno scorso si iscrisse a una squadra di rugby, giocava anche benino. A metà anno senza dire niente a nessuno ha smesso, si era stancato. Ritiene di avere il diritto di fare ciò che vuole ogni minuto, appena qualcuno lo chiama sono insulti feroci lanciati a mezza bocca per non essere udito. Tutto gli è dovuto, tutto gli viene concesso. Ormai è un torello alto quanto me e largo il doppio. Riesco ancora a soverchiarlo fisicamente, ma non so per quanto. Intellettualmente, è intelligente, senza dubbio, ma raramente accende il cervello. Spesso volutamente.

    Io conto i giorni che mancano all fuga.

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    All offender eve

    Pubblicato da Hobbit83 su Novembre 1, 2007

    “Venite con me / È la festa di Ognissanti / Faremo tremare tutti quanti.
    Gli scherzi, stavolta, son giustificati / le risa e i lazzi perfino aumentati.”

    (Ray Bradbury)

    Interno, notte. Ore 23 circa, 31 ottobre 2007. Lui e lei, coppia di mezza età, due figli, appartamento in una villetta borghese cittadina, sono a letto. L’indomani devono partire presto per una toccata-e-fuga in montagna. Il figlio “piccolo”, 17 anni, è fuori, va con gli amici in discoteca, con la navetta; il figlio grande è per i cavoli suoi.

    Driin. Campanello. Deve essere il secondogenito, pensa lei alzandosi, forse ha perso la navetta. Mai una volta che si ricordi le chiavi di casa. Sciabatta fino alla porta, apre. Nessuno alla porta, nessuno al cancello. Ma, forse…. ombre dietro la siepe, movimento. “Qualche ragazzino in giro per Halloween e in vena di scherzi”. Si fa sulla porta esterna. Vede arrivare un oggetto, cos’è? splat, sul muro, è il segnale, lei non fa in tempo a pensare “Uova!!”, che decine di sorelle della prima grossa vita raggiungono lei, il muro, l’ingresso, la porta, il corridoio. Lui nel frattempo si è alzato, vede la scena, s’infuria, e mentre lei indietreggia e cerca di mettersi al riparo esce come un furia, apre il cancello e si lancia in strada. Ma ha 55 anni, un certo sovrappeso e le ciabatte ai piedi, mentre quelli, al suo occhio clinico di professore delle scuole superiori, paiono senza dubbio ragazzotti tra i 17 e i 20 anni, nel fiore del vigore fisico e soprattutto ben svegli: lui ha solo l’adrenalina dalla sua, e non può bastare. Se ne vanno.

    Lei cerca di darsi una ripulita, cercano della varechina o qualcosa di simile, puliscono in casa e l’ingresso. Lasciano un biglietto sulla tavola a spiegare l’accaduto al figlio grande, poi tornano a letto. Si saranno divertiti, quei bastardi.

    L’indomani partono. Il figlio grande si alza, legge, impreca. Esamina il luogo del delitto, e impreca più forte.
    Passerà l’intera giornata successiva a scrostare uova secche dalla porta di casa, da quella della veranda, dal muro poroso e dalla banchina di marmo del terrazzo e della finestra. Farà strage di santi e beati mentre litiga con la più ostinata forma di macchia sul muro, meditando inutili propositi di feroci vendette, tra un bestemmione da 155/39 e l’altro.

    Quei bastardelli forse. Ma io non mi sono affatto divertito.

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    Chi frequento io

    Pubblicato da Hobbit83 su Settembre 3, 2007

    Quelli, quelli che sono dentro nella merda fin qui, oh yes! Oh yes!
    Quelli che con una bella dormita passa tutto, anche il cancro, oh yes!
    Quelli che, quelli che non possono crederci neanche adesso che la terra e’ rotonda, oh yes!

    (Enzo Jannacci, Quelli che…)

    C’è chi si diletta tra dolori e paure, chi si diverte scorazzando per piste ciclabili a 4 corsie (vero!!), chi parte per una settimana a Falcade riuscendo a centrare giorno e orario preciso del controesodo e contemporaneamente della fine del Gran Premio di S.Marino e della Riviera di Rimini, chi si allena e mi allena, chi è un mezzo, chi lavora in una città di merda, chi riesce sempre a cadere e/o farsi male con misteriosa e diabolica costanza, chi studia in Svezia, chi ci lavora, chi si innamora, chi ha appena rotto, chi fa bene qualsiasi sport senza alcun impegno e chi si impegna senza che gliene riesca bene uno, chi si crede già arrivato perchè tra i giovani se l’è cavata bene, chi adora lanciarsi nel vuoto.

    Ma c’è anche chi deve ristrutturare un’appartamento intero, viene pagato a ore e intonaca una mezza parete al giorno, pretende che gli si offra da mangiare tutti i santi giorni e si permette pure di fare la battutina stronza se non è ancora pronto; chi da anni impone il suo volere facendo la vittima e insieme la santa, ma è solo un’ipocrita frustrata; chi non ha ancora capito che suo figlio piccolo è un fancazzista assoluto con la testa tra le nuvole, e non lo capirà mai; chi “non trova accettabile che si passi una sera davanti a un computer”, ma in realtà cerca solo un modo per discutere coi figli (o se anche non lo cerca apposta, è tanto idiota da non aver capito che comunque col suo atteggiamento da “Io so, tu impara” lo trova senz’altro).

    Io invece continuo, semplicemente, a studiare. E mi struggo perchè non posso frequentare di più i primi, e devo frequentare troppo i secondi.

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    Un’auto, un’auto, il mio regno per una (seconda) auto

    Pubblicato da Hobbit83 su Aprile 3, 2007

    Se l’automobile avesse seguito lo stesso ciclo di sviluppo del computer, una Rolls-Royce oggi costerebbe 100 dollari, farebbe un milione di miglia con un gallone di benzina ed esploderebbe una volta all’anno, uccidendo tutti gli occupanti.


    (Robert X. Cringely)

     

     

    E’ proprio vero che non ci si accorge di quanto è utile qualcosa finchè non ti viene a mancare…. con la chiusura dell’azienda abbiamo venduto il furgone, che ci serviva da seconda macchina. Abbiamo acquistato, ora, un’auto più piccola, che ne faccia le veci senza nel contempo occupare il posto di un autoarticolato…. ma i misteri del marketing vogliono che per pitturare di rosso una macchina costruita in serie in migliaia di esemplari ci vogliano 60 giorni, e così nel frattempo siamo a gestirci, in 4, con una macchina. Che non sarebbe niente, se l’unica macchina fosse a disposizione di tutti…viviamo in città….ho la bici…..nel caso la macchina del nonno….. ma se la tua società e il tuo fisioterapista stanno a San Marino, la tua ragazza a Coriano, il campo da rugby di tuo fratello oltre il deviatore, tu stai a Rimini, i tuoi genitori scelgono proprio questo periodo per una bella vacanza in montagna di 5 giorni da soli (ma con l’auto, ovviamente) e quando vai ad accendere la 600 del nonno la batteria fa solo un rumore di morte e desolazione, ti viene da pensare che forse quel parroco che si ostinava a voler benedir la tua atea casa non aveva del tutto ragione, quando sosteneva che colà dove si puote ciò che si vuole si perdona sempre…..
    Si deve proprio essere legato al dito quella volta che a scuola ho sostenuto che suo figlio era semplicemente “un capopolo dall’appeal particolare”….
    Permaloso nepotista!!!!!

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