Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

    Toronto Raptors Toronto Maple Leafs Toronto Blue Jays Crabs Rimini Rimini Calcio F.C.
  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per la categoria ‘Nevrosi lente’

    Quando te le cavano di bocca con le tenaglie

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 28, 2009

    Trovo molto interessante
    la mia parte intollerante!

    (Caparezza, “La mia parte intollerante”)

    Questo è la risposta che, al termine di una giornata non facile, non sono riuscito a trattenermi dal dare a un semi-anonimo sconosciuto che non ha trovato di meglio, per passare il tempo, che rompere le scatole a me con un commento di rara intelligenza, questo. Ri-posto il tutto qui, in quanto lo trovo valido al di là del caso specifico.

    Molte persone, specie se teenager, pensano di avere una naturale simpatia e una straordinaria propensione al far ridere. Non capiscono che non sempre è così, che attraverso un medium come il web si perde tutta la parte mimico/gestuale così importante nella performance comica e soprattutto che chi non li conosce non si sente obbligato a ridere forzatamente per compiacerli. Solitamente, crescendo si acquisisce la capaità di discernere questi aspetti e si adegua il proprio comportamento a questa consapevolezza. Prima che questo avvenga, il mondo tende a perdonare loro questi difetti.

    Ciò che io invece non perdono affatto è la totale e assoluta maleducazione insita nell’entrare “in casa d’altri” e comportarsi come se si fosse in strada a perdere la giornata insieme ai quattro sfigati che solitamente si frequentano. L’educazione minimale, all’età in cui ci si siede con un minimo di consapevolezza davanti a un pc, dovrebbe fare parte del bagaglio acquisito di ognuno.

    Anyway, so benissimo di non essere il più grande comico del creato, anche perchè se così fosse non sarei qui a risponderti ma starei vendendo milioni di copie della mia ultima raccolta di battute. Tuttavia sul mio blog penso di poter scrivere e pubblicare quello che più mi aggrada, e se a te non fa ridere, non perdere tempo a leggerlo e commentarlo. Ignora questa schifezza di post, e leggi qualcosa di veramente divertente. Visto il livello del tuo commento, mi aspetto possa essere qualcosa tipo “caccapupù”.

    Lascio a tutti i visitatori la possibilità di valutare la spiritosaggine di quello che ho scritto io, sopra, e di quello che hai scritto tu nel commento. Come dire, ai posteri l’ardua sentenza.

    Pubblicato su Fixing News, Nevrosi lente | Lascia un commento »

    Quasi quattro mesi fa

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 12, 2009

    I terroni non so, ma noi italiani non siamo razzisti

    (Ellekappa)

    Avevo iniziato questo racconto (di un episodio visto tornando a casa dal lavoro), a gennaio scorso. Poi avevo lasciato perdere. Lo pubblico in onore del mio-malgrado-anche-mio Presidente del Consiglio.

    Fine gennaio, sette di sera di un giorno feriale. Periferia di una città del nord-Italia, bassa padana. La zona è malfamata, non si sa come nè perchè. Chi dice i negher, chi dice qel zìngher, chi le corse clandestine di chi vul fà lo sburòn

    Il ragazzo cammina svelto e per fortuna piove, pensa. Sembrerebbe paradossale che un ragazzo senza ombrello e a capo scoperto sia contento della pioggerella in pieno inverno, ma se piove fa un pò meno freddo, pensa. La faccia tirata per la stanchezza, la barba di due giorni, i capelli cortissimi, e accidenti a quando ha dato retta alla sua ragazza e li ha tagliati così per essere più figo. Come se avesse il tempo di essere figo, con tutto quel che ha da fare. Come vorrebbe non passare di qui, dopo le 4 non passa più un cane.

    L’altro ragazzo cammina anch’egli svelto, è stanco, ha lavorato tutto il giorno e come al solito quel cretino del suo collega lo ha preso in giro, e lui sempre a sorridere, ridere, abbozzare. Ha sempre riso sulle finte battute razziste che gli rivolgevano i suoi amici, ma questo qui gli si rivolge sempre con un bel “Negro di merda”. Solo che è amico del padrone, che ci può fare lui?  Ingoia, ma non per questo è felice. E’ sempre stato troppo buono, lo sa, e ogni tanto gli viene il dubbio che “pirla”, come gli dice il suo amico, sia un termine più corretto. Che rabbia, pensa, scurissimo in volto. Come vorrebbe non passare in questa zona a quest’ora, dopo le 4 non passa più un cane.

    Uno contro l’altro, in direzioni opposte, stesso marciapiede, si avvicinano senza nemmeno accorgersene.
    Poi notano il movimento, al limite del campo visivo. Alzano, cauti, lo sguardo, i sensi all’erta, come le gazzelle nei documentari di Piero Angela, quando colgono un segno della presenza della leonessa. Rallentano, quasi impercettibilmente, il passo; lanciano occhiate attorno a loro, per verificare la situazione. Nessun’altro in giro, solo gente che passa, anche un tipo alto in bici, facendosi gli affari suoi. Nessuno su cui contare. Solo quella presenza, inquietante, che viene incontro. “Punta me, è me che vuole!”

    “Un nero, un extracomunitario, con la faccia cattiva: forse un delinquente. Che faccio? “
    “Un bianco, rasato, con la faccia cattiva: forse un nazi. Che faccio?”

    Cambiare direzione darebbe troppo nell’occhio, entrambi proseguono. Incassano la testa tra le spalle, abbassano il viso, allungano il passo, scrutano la minaccia di sottecchi. Sono a 4 passi di distanza, due,…. eccolo….

    Passano.

    Il tutto è durato meno di 10 secondi.

    Ma è stato, anche dall’esterno, più chiaro e chiarificatore di mille articoli e saggi assortiti.

    Pubblicato su Il nonno racconta, Nevrosi lente | Lascia un commento »

    Mondo cane

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 5, 2009

    La facoltà di compatire non è propria del solo uomo.
    In casa mia v’era un cane che dal un balcone
    gittava del pane ad un altro cane sulla strada.

    (Giacomo Leopardi)

    E’ molto grave che la classe politica del tuo paese ti faccia sentire come il cane del racconto?

    Ed è più o meno grave se è l’intero paese a farlo?

    Andrò in cuccia  a dormirci sopra.

    Pubblicato su Nevrosi lente, Politicamente (s)corretti | Lascia un commento »

    Nel rifar libere Torino e Milano

    Pubblicato da Hobbit83 su Aprile 24, 2009

    Su queste strade se vorrai tornare
    ai nostri posti ci ritroverai
    morti e vivi collo stesso impegno
    popolo serrato intorno al monumento
    che si chiama
    ora e sempre
    RESISTENZA

    (Pietro Calamandrei, Lapide ad ignominia)

    Sarà un 25 Aprile con molti segni distintivi, questo 25 Aprile 2009.

    Sarà un 25 Aprile di ritorno allo sport, dopo più di un mese di stop. Una caviglia andata, che rischia di aver fatto fuori qualsiasi speranza di stagione di atletica. Per il terzo anno consecutivo, tra l’altro, anche se questa è la prima volta che mi rompo davvero qualcosa. Ma io continuerò a provarci, a rompermi e a riprendere, perchè più dello studio, più del lavoro, più del computer, io vivo per lo sport.

    Sarà un 25 Aprile di ritorno al Blog, auspicabilmente, perchè a quasi 3 anni di vita questo spazio merita che gli dedichi un pò più di attenzione rispetto a quella che gli ho concesso begli ultimi tempi, e perchè comunque resta un valido strumento, personalmente, per ragionare “a voce alta” e chiarirsi i pensieri.

    Sarà infine un 25 Aprile di vigilia della Partenza, con la P maiuscola. Una persona importante se ne parte, per un’avventura che, comunque vada, le cambierà la vita. Parte da sola, contro il parere di moltissimi, e questo è terribile, in scala molto più piccola l’ho vissuto anch’io. A te non posso che dire in bocca al lupo, amica mia. Tieni duro nei momenti difficili che dovessero arrivare e goditi quella che sarà un’esperienza speciale. Sai già che in qualunque momento, ora del giorno o periodo della vita tu abbia bisogno io sono qui, a tua disposizione. Da parte mia, farò il possibile per seguirti in spirito, e appena potrò tornerò nell’altra città di mare che mi ha stregato e che da martedì ti ospiterà.

    Però so già che nonostante tutto, la tecnologia, le videochiamate, i voli semi- lowcost che in due ore ci possono far ritrovare, nonostante tutto questo mi mancherai, tanto.

    God rejse, Annika!

    Pubblicato su Amici sportivi, buonasera!, Nevrosi lente, Tra un malanno e l'altro, Via con me | 1 Commento »

    Essere informatici

    Pubblicato da Hobbit83 su Settembre 13, 2008

    All’ombra dell’ultimo sole,
    dormiva già il programmatore,
    tra le sue braccia un manuale
    sognando il mare tropicale!

    (Difra, Inno del programmatore)

    Non c’è categoria di professionisti, al mondo, cui sia consentito comportarsi come fanno gli informatici.
    Dovrei esserne contento, ma in realtà un pò mi vergogno.

    L’informatico ha infatti 5 risposte standard, che tendenzialmente dovrebbero, secondo lui, risolvere il 100% dei problemi sottopostigli. Questi “5 pilasti della RAM“, magari con lievi personalizzazioni, perchè in fondo l’informatico è orgoglione e vorrebbe sempre mostrare di non essere come tutti “quei finti tecnici da call center che sanno dire solo le stesse tre cose a pappagallo“, sono in realtà la coperta di Linux (vabbè, era scontata, ma non ho resistito) di chiunque si avvicini a un computer sentendosi dire “Non va, sistemamelo tu che sei ingegnere/informatico/giovane (!)”. In un modo o nell’altro, chiunque di voi abbia avuto un pc recalcitrante le avrà sentite almeno una volta:

    • Provi a riavviare! (versione strong dello storico “Provi a uscire e rientrare!”)
    • Se il problema è sorto dopo le operazione X e Y, provi a ripeterle (!) e potrebbe andare a posto.
    • Se il problema è sorto dopo l’operazione X, provi ad annullarla.
    • Provi le impostazioni di default
    • Deve aggiornare i drivers

    Rifletteci: se qualsiasi altro genere  di tecnico vi desse risposte simili, lo ascoltereste ancora?

    Per esempio:

    Hobbit: Salve! Mi potrebbe aiutare?
    Meccanico: Siamo qui per questo! Cosa c’è che non va?
    H: Sa, quando inserisco la terza il cambio gratta…
    M: Ma ha provato a scendere dalla macchina e a risalire?
    H: …
    M: E a spegnere e riaccendere la macchina?
    H: Mah, sì, l’ho spenta… l’ho sentito ieri sera il problema….
    M: Ed è anche sceso?
    H: Ma certo! Ma… Ma…
    M: E dà ancora lo stesso problema? Uhm… vediamo un pò…

    M: Provi a mettere la terza
    H: (esegue)
    ssggrraaaaaaaaatttttttt
    M: Bene. Ora metta in folle e riprovi
    H: Ma è sicuro? Non ha sistemato niente! Cosa dovrebbe essere cambiato da prima?
    M: Il tecnico sono io o è lei? Faccia come le dico!
    H: (mette la terza)
    ssggrraaaaaaaaatttttttt
    M: Va beh. Ora provi a toglierla.
    H: Fatto
    M: Vede, adesso non ha dato problemi
    H: Ma mi prende in giro?
    M: Ma sa che lei si altera per un nonnulla? Ora non ha fatto rumore.
    H: Secondo me, a lei fa rumore il cervello!
    M: Ma via, via, se proprio vuole diamo un’altra occhiata…. ha provato a cambiare i guanti?
    H: I guanti?
    M: Ma sì, i guanti! I guanti con cui guida! Ogni mese ne escono di nuovi, e sono fondamentali perchè è dal guanto che il comando della mano passa alla leva e da qui al cambio. Se non sono aggiornati succede un casino.
    H: Ma io ho guidato sempre con questi… o anche senza, d’estate… e non c’è mai stato alcun problema!
    M: Eeh, ma oggi ci sono guanti nuovi…. moderni, aggiornati…. Se non sono l’ultimo modello, creano problemi!
    H: e vabbè, cambiamo i guanti… ma mi sembra una stronzata, sa?
    M: Guardi se non ci crede: provo coi miei guanti!
    ssggrraaaaaaaaatttttttt
    M: ohibò…..
    H:
    M: Ma certo, ho capito! Quando ha ritirato la macchina, che marcia c’era?
    H: Boh…. sarà stata in folle…
    M: Ecco! E perchè è andato a cambiare le impostazioni originali? Lei resti in folle e vedrà che andrà tutto bene!

    Oppure:

    Hobbit: Dottore, ho fatto gli esami…. e pare che abbia un cancro ai polmoni! Cosa posso fare?
    Oncologo: Non si preoccupi! Ora si faccia una bella dormita e vedrà che domani starà benone!
    H: Ma…. è sicuro? A me non pare proprio che si curino così, i tumori!
    O: Si fidi! Si addormenti, e al risveglio tutto andrà bene!

    Hobbit: Dottore, ho fatto gli esami…. e pare che abbia un cancro ai polmoni! Cosa posso fare?
    Oncologo: Non si preoccupi! Si fumi una sigaretta, e tutto andrà a posto!
    H: Ma se tutti mi dicono di smettere!
    O: Beh, può provare anche a ributtare fuori tutto il fumo che ha inalato… buona fortuna!
    H: Quasi quasi allora mi fumo un’altra sigaretta, se dice che mi fa bene….

    Hobbit: Dottore, ho fatto gli esami…. e pare che abbia un cancro ai polmoni! Cosa posso fare?
    Oncologo: Non si preoccupi! Smetta di tossire come faceva prima di fuamre, e tutto andrà a posto!
    H: Smettere di…. ??
    O: Di tossire, è chiaro! Quando non tossiva, aveva il cancro?
    H: No, ma…
    O: E allora smetta di farlo e le passerà. Il prossimo!

    Hobbit: Dottore, ho fatto gli esami…. e pare che abbia un cancro ai polmoni! Cosa posso fare?
    Oncologo: Non si preoccupi! Le fisso subito un appuntamento col nostro chirurgo plastico!
    H: Il chirurgo plastico, dottore?!?
    O: Certo! Per farsi rifare le labbra.
    H: Ma io ho un tumore ai polmoni!
    O: Ma è tutta una questione di interfaccia. Lei si interfaccia con la sigaretta con le labbra sbagliate! Le aggiorni e vedrà come starà bene!

    Sì, fare l’informatico è decisamente più semplice!

    Pubblicato su Neanche oggi ho voglia di fare un tubo, Nevrosi lente, Robota | 3 Commenti »

    De Velocipede

    Pubblicato da Hobbit83 su Agosto 29, 2008

    Ogni volta che vediamo un adulto in bicicletta,
    pensiamo che per la razza umana c’è ancora speranza.
    (H.G. Wells)

    Chi mi conosce de visu sa come il sottoscritto sia tutto fuorchè un abituale trasgressore di regole. Questo aumenta ulteriormente lo stupore in chi mi vede girare per la strada in bicicletta.

    Il fatto di essere nato in una città relativamente piccola e vivibile per 9 mesi all’anno e assolutamente non circolabile a motore per i restanti 3, da una coppia troppo impegnata quando ero alle elementari e alle medie per accompagnarmi a fare ciò che volevo, unito al fatto di non avere avuto alcun tipo di motore prima dei 17 anni, ha fatto di me una persona abituata da sempre a muoversi in bici alla massima velocità possibile.

    Così gli stessi segnali che visti da un’automobile fanno di me un cittadino (quasi) modello, diventano per me inutili orpelli quando mi trovo in bilico tra due ruote e due pedali. Sono arrivato a sintetizzare le mie linee guida su bicicletta in tre punti, ovvero

    I 3 principi (o leggi) della ciclistica

    1) I semafori non dispensano ordini ma consigli, il cui valore è direttamente proporzionale al volume del traffico automobilistico che regolano.

    2) Il ciclista non è un pedone, non è un motociclista, non è un automobilista. Quindi tutti i divieti che riguardano queste categorie non lo toccano. Quei misteriosi cartelli tondi rossi con una barra orizzontale bianca o i cartelli blu con una freccia bianca diretta in fronte al ciclista con su scritto “senso unico” appartengono a questa categoria

    3) Non essendo minimamente considerato dalla legge e dalle amministrazioni italiane come categoria, può considerarsi a suo piacere come appartenente ora a una ora all’altra categoria circolante, a suo piacere.

    Esiste anche un Corollario alla terza legge, che recita:

    Chi avesse interpretazioni delle regole diverse dalle nostre è autorizzato a denunciare il ciclista alla pubblica autorità tramite il suo numero di targa

    E buona pedalata a tutti!

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    La serena inconsapevolezza è dono prezioso

    Pubblicato da Hobbit83 su Luglio 17, 2008

    Microsoft. dove vuoi andare oggi?
    A cagare!

    (Anonimo su un manifesto pubblicitario)

    Capita di scoprire cose che non si dovrebbero scoprire. Che non si vorrebbero scoprire. Che per tutti sarebbe meglio se non si scoprissero.

    L’idiozia umana è senza confini, e lo sapevo.

    Ma che Windows permetta, attraverso un servizio abilitato in automatico, a un qualsiasi utente (non amministratore, UTENTE) di entrare nel registro di sistema di un altro computer sulla rete è cosa che va al di là di qualsiasi logica perversa. Col mio socio scacciavitante in azienda abbiamo appena fatto un esperimento: siamo riusciti, senza alcuno sforzo, a leggere le chiavi di licenza di tutti i pc sulla rete locale.

    Fucilate i programmatori di Microsoft, per piacere.

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    Tempi Moderni

    Pubblicato da Hobbit83 su Luglio 12, 2008

    La temperatura ideale non dovrebbe differire di più di 6 gradi
    da quella esterna, e comunque mai sotto i 26 gradi.

    (Dalle indicazioni d’uso dei condizionatori)

    Qualcuno dovrebbe spiegarmi, se può, cosa spinge i proprietari di supermercati a tenere il riscaldamento fisso a 25-26 gradi da novembre a marzo, quando siamo tutti coperti come palombari e fuori ci sono 3-4 gradi sopra zero se va bene, e poi appena comincia a fare più caldino, ad aprile-maggio, con 20-24°C esterni cacciano i condizionatori a palla, 18° C e via andare. E 18°C fino a settembre, compresi luglio e agosto, che entri accaldato e sudato come un orso polare ai caraibi ed esci coi ghiaccioli attaccati al naso.
    L’unica ragione che trovo è quella di aumentare le vendite del reparto farmacia.

    “Ero entrato in quel supermercato felice e pieno di salute. Quando mi trascinai fuori, ero un decrepito relitto” (ad. da J.K. Jerome, Tre uomini in barca (per non parlar del cane))

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    La favola del bimbo viziato

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 28, 2008

    Mancini resta all’80%

    (Ernesto Paolillo, AD dell’Inter)

    C’era una volta, tanto tempo fa, un bel villaggio perduto in un piccolo bosco di pini. Questo villaggio aveva un nome, un nome rispettabile e con tutti i crismi, ma nessuno dei suoi abitanti se lo ricordava, perchè era stato deciso durante una serata alcolica presso un bar, chiamato “l’Orologio”. Fatto sta che tutti si riferivano al nostro villaggio con una abbreviazione.

    In questo villaggio viveva, tra le altre, una facoltosissima famiglia, che tante volte aveva fatto del bene per il villaggio, e i nonni e i padri raccontavano ancora di quella volta che il “Vecchio” aveva portato tutti a festeggiare a Vienna, o di quell’altra volta che si era andati tutti quanti in Sudamerica… che gita quella, ragazzi!

    La famiglia ricca aveva un figlio, che era sempre stato viziato e coccolato da tutti. Questi riceveva sempre in dono i giochi più belli e più costosi, e gli altri bambini venivano sempre ospitati in casa sua per giocare con lui e con i suoi giocattoli.

    Ogni volta il bimbo nominava tra gli altri ragazzetti dei collaboratori, che organizzavano i giochi e le avventure con cui tutti si divertivano. Il bimbo ricco, però, viziato e capriccioso com’era, ogni tanto interrompeva le complicate trame dei giochi, senza validi motivi, perchè era convinto che coloro che aveva nominato gli stessero rubando la scena. E così, tra le proteste degli altri bimbi che si stavano tanto divertendo, si riprendeva tutti i giochi e li rimetteva nella scatola gridando “Sono miei e ci faccio quello che mi pare!! Ora ri-iniziamo da capo, e decido io chi fa chi!”.

    Gli altri bambini protestavano ogni volta e magari se ne andavano arrabbiati, ma poi il giorno dopo tornavano sotto casa del bimbo ricco, perchè l’ira e lo sdegno dei ragazzini è sempre facile a sbollire, e poi quei giocattoli erano così divertenti!

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    Post indotto

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 23, 2008

    L’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può suscitare sull’opinione pubblica.

    (Giovanni Falcone)

    Stavo commentando questo post di Annika, e la cosa mi ha preso la mano. Condizione comune, ultimamente.
    Fatto sta che siccome in generale la voglia di scrivere a lungo mi coglie raramente, non volevo lasciare questa mia creazione senza lo straccio di una pubblicazione qui… qualche leggera modifica per renderlo stand-alone, ed eccolo qui.

    Me lo ricordo come se fosse ieri… ed ero piccolo forte, eh….
    Mi ricordo l’impressione che mi fece l’omicidio (e che omicidio!) di Giovanni Falcone, e ancora di più lo sconvolgimento che seguì la morte di Borsellino: tornammo a casa, dopo una domenica isolati dal mondo, e il TG2 delle 19.45 aveva un titolo che, poi scoprimmo, non era ancora aggiornato (era ancora “Attentato a Borsellino”, quando l’avevano scritto ancora non si sapeva, anche se si presumeva, che fosse morto). Quella sera sembrava che la guerra fosse persa, che la nostra ultima speranza fosse morta. Il mondo ci guardava e scuoteva la testa, l’Italia sprofondava nel ridicolo, tra mafie, tangenti e debito pubblico.

    Invece fu l’inizio della riscossa, della furia nazionale che coinvolse tutti e sbattè Cosa Nostra al tappeto, sotto colpi potenti e fino a poco prima inimmaginabili. Come sempre, nella nostra storia, dovemmo aspettare di essere con le spalle al muro per dare il meglio di noi stessi. Peccato averlo fatto, come al solito, solo dopo aver perso alcuni dei “figli migliori della Patria”, come si dice in queste occasioni.

    Poi l’emergenza è passata, grazie a quella furia disperata, a quella necessità di riscossa dopo l’umiliazione cocente, e siamo potuti tornare alla tranquillità, alla vita di sempre, sentendoci anche un pochino migliori, orgogliosi, persino un pò arroganti nel pensare “Abbiamo dimostrato a noi stessi e agli altri di cosa siamo capaci, e se ce ne sarà bisogno saremo in grado di farlo ancora”. Così, cullandoci nel nostro senso quasi di “onnipotenza da emergenza”, del “tocchiamo pure il fondo che così ci diamo meglio la spinta”, abbiamo mollato il colpo, lasciando che le mafie riprendessero forza e potere (in maniera meno appariscente e più furba, perchè sono delinquenti ma mica idioti, e imparano dalle esperienze) per ritrovarci al punto di partenza. Anzi peggio, perchè noi puntiamo ancora tutto sul rialzarsi sul ring perchè umiliati dal k.o., ma il nostro nemico ha capito che è molto meglio, per lui, non mandarci k.o. ma lasciarci vivacchiare in sua balia, senza affondare colpi clamorosi.

    Da Caporetto a Vittorio Veneto, a “Spezzeremo le reni alla Grecia”.
    Dalla “Milano da bere” a Tangentopoli, a Ciarrapico in parlamento.
    Da Capaci all’arresto di Riina, al giudice che si “dimentica” di scrivere le motivazioni di una condanna, liberando dei boss.

    Da oltre un secolo un unico sottile filo rosso (di sangue) lega la storia d’Italia.

    Pubblicato su Nevrosi lente, Politicamente (s)corretti | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »