Mens Nevrotica in Corpo Patologico

Trasloco in corso

  • Why “Hobbit”?

    No, I'm not a Tolkien fan. It's only "contrappasso". Simply.

    Humanoid Optimized for Basic Battle and Immediate Troubleshooting
    Get Your Cyborg Name

    Handsome One Bestowing Backrubs and Intense Touches
    Get Your Sexy Name

    Hideous, Orphan-Beheading, Baby-Injuring Terror
    Get Your Monster Name

  • Let’s go guys!!

    Toronto Raptors Toronto Maple Leafs Toronto Blue Jays Crabs Rimini Rimini Calcio F.C.
  • Campagne di conquista (civile)

  • Archivio per la categoria ‘Politicamente (s)corretti’

    Mondo cane

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 5, 2009

    La facoltà di compatire non è propria del solo uomo.
    In casa mia v’era un cane che dal un balcone
    gittava del pane ad un altro cane sulla strada.

    (Giacomo Leopardi)

    E’ molto grave che la classe politica del tuo paese ti faccia sentire come il cane del racconto?

    Ed è più o meno grave se è l’intero paese a farlo?

    Andrò in cuccia  a dormirci sopra.

    Pubblicato su Nevrosi lente, Politicamente (s)corretti | Lascia un commento »

    Lateral thinking

    Pubblicato da Hobbit83 su Aprile 30, 2009

    Mezzo pieno o mezzo vuoto,
    questo è l’unico bicchiere che abbiamo

    (Mezzo pieno o mezzo vuoto, Max pezzali)

    “Che cosa ne penso (del fatto che Berlusconi sia intervenuto alla festa per i 18 anni della figlia di un suo cliens, NdH)? La cosa mi ha sorpreso molto, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo dei suoi figli pur essendo stato invitato” (Veronica Lario)

    Mi lascia perplesso, la signora Lario. Obiettivamente, non riesco a capire di cosa si lamenti. Almeno, tra tutti i difetti di suo marito, non deve annoverare le tendenze incestuose. Io ne sarei felice, fossi in lei.

    A scanso di equivoci, questa è ironia. Anzi, ardirei definirla “satira”, se in questo paese fosse ancora concessa. Anche perchè io non ho 80mila euro da regalare agli avvocati per dimostrare che ho ragione come il buon vecchio Dani

    Pubblicato su Politicamente (s)corretti, Voglio morire | Lascia un commento »

    Versioning

    Pubblicato da Hobbit83 su Ottobre 29, 2008

    User DIO Logged in, january 1, 0, 06.14 am Heaven Summer Time

    C:\> Sia la luce
    <Comando o nome file non valido>

    (Hobbit83)

    !Warning! !Achtüng! !Attenzione!
    Questo è un post a tripla lettura, nato per gioco e lentamente sviluppatosi per mesi. Dante ne mise quattro, dicono, nella Commedia, io mi limito a tre, pensate che carino. Scherzi a parte, si tratta di un divertissement senza pretese che vuole semplicemente mettere in mostra alcune vaghe somiglianze tra due ambiti molto diversi. E’ quello che avrei voluto leggere se Guccini fosse stato più addentro al mondo dei computer, ma essendo il Maestrone refrattario a queste cose, vi capito io. Una disgrazia, lo so. E siccome le disgrazie non vengono mai sole, ecco un altro motivo per cui vi era una doppia lettura (esplicata dai link, a volte, che quelli aiutano sempre), che si è negli ultimi tempi evoluta fino a diventare tripla.

    Nella notte dei tempi, l’umanità viveva una condizione molto diversa da quella di oggi.

    Nell’antico villaggio di Univac, ognuno poteva usare il suo calcolatore in completa autonomia: se qualcuno voleva che il suo calcolatore facesse qualcosa, bastava che glielo spiegasse. Ognuno cercava di spiegare al suo calcolatore come comportarsi andando per tentativi, e così capitava che, dopo aver tentato di farlo andare dandogli gli ordini mentre si saltellava su una gamba sola e dopo aver riprovato dandogli ordini diversi mentre si bruciava dell’incenso, a un particolare utente riuscisse di farsi obbedire dal suo calcolatore dandogli un ordine mentre saltellava su un piede solo, bruciava incenso e squartava il fegato di un manzo. Questo poveraccio si convinceva così che la cosa dipendesse da questa particolare combinazione, e per tutta la vita continuava a scrivere furiosamente sulla tastiera solo saltellando, squartando e bruciando, con grosse difficoltà logistiche (secondo alcuni studiosi, fu in questa fase che nacque l’esigenza di “lavorare in team”, per un semplice problema di mancanza di mani).

    Comunque ognuno lavorava felicemente sul suo calcolatore, ma ognuno usava una lingua diversa e un rito originale, nel rivolgersi al suo elaboratore, e ognuno pensava che il suo sistema fosse il migliore. Anzi, spesso addirittura un utente svolgeva riti diversi a seconda di cosa chiedeva al calcolatore! Per quanto non frequentissimi, tuttavia, i passaggi dall’uno all’altro di questi sistemi erano normali, perchè la comunità era curiosa e aperta alle novità. Così capitava che nella stessa famiglia il padre facesse funzionare il calcolatore sacrificando tori e bruciando incenso, mentre magari il figlio bruciava solamente le interiora dello stesso toro, per lo stesso scopo, e la zia scriveva sulla tastiera secondo come volavano gli uccelli fuori dalla finestra.

    Un giorno, un gruppettino di abitanti pensò di riunirsi e di scrivere un nuovo sistema di regole, che solo loro sapessero utilizzare e che facessero funzionare i loro calcolatori solo in quel particolare modo. Un unico modo e un unica lingua per chiedere alla macchina qualsiasi cosa! Fantastico!
    Fu una fatica improba. Ma dopo lunghe notti di lavoro all’aperto (scaldandosi al fuoco di un cespuglio), crisi di nervi assortite (uno arrivò a commettere svariati omicidi di giovani uomini in una sola notte, e non sto a raccontarvi cosa fece un’altro con rane e cavallette… per fortuna ancora non c’erano movimenti animalisti…) e allucinazioni collettive (pochi giorni prima della presentazione, uno cominciò a blaterare sulla necessità di svuotare un mare ….) , finalmente i programmatori mostrarono al mondo ciò che avevano creato. Si portarono sulla piazza del paese e annunciarono.

    Abbiamo inventato il sistema operativo definitivo. Lo abbiamo chiamato Monoteismo!

    Sulla piazza molti guardarono con sospetto il gruppetto di programmatori, anche perchè questi sostenevano che il loro era non il modo migliore per rapportarsi con l’elaboratore, ma l’unico!

    Di fronte all’accoglienza piuttosto gelida, dopo violente discussioni con i capi della comunità, il gruppetto si richiuse in se stesso, rinunciando all’idea di diffondere la sua creazione. Così per lungo tempo il gruppetto rimase relativamente isolato nel villaggio, passandosi la tradizione di Monoteismo di padre in figlio, mentre il resto della comunità continuava a vivere come aveva sempre fatto. I monoteisti, come erano definiti, erano noti tra tutti gli utilizzatori di calcolatori perchè erano soliti disegnare strane mele sbocconcellate sul fronte delle loro macchine. Non si è mai capito questo simbolismo che significato avesse.

    Fu qualche tempo dopo, però, che nel mondo dei calcolatori giunse la vera rivoluzione. Dal gruppetto dei monoteisti se ne staccò una piccola parte, che diede vita al nuovo sistema operativo, INRI-DOS, a molti noto anche come MONOTEISMO 2.0. Questo altro non era che una summa di quanto la programmazione aveva realizzzato fin lì, con qualche tocco originale. Infatti il suo Kernel originale, secondo la leggenda, si avviava solo se l’elaboratore era posto in una custodia di legno imbottita di paglia, e per un curioso bug l’orologio di sistema si avviava sempre con data fissata al 25 dicembre, come il già diffuso S.O. Mitra 2.4.1, e come questo dopo metà della vita usuale – per l’epoca – di un calcolatore subiva un tremendo crash definitivo dell’intero kernel e andava ricompilato o formattato, operazione che richiedeva circa 3 giorni. Nonostante questi problemi, e a differenza della versione 1.0, Monoteismo 2 si diffuse assai velocemente in tutta la comunità degli utilizzatori, e nonostante la contrarietà del capo-progetto ben presto la strategia di comunicazione dell’azienda sviluppatrice rivolse le sue attenzioni a coloro che con Monoteismo 1.0 non avevano mai voluto avere niente a che fare e anzi magari lo avevano osteggiato – forse anche per questo la 2.x non fece granchè breccia nei cuori dei fan della prima versione -, con enorme successo.

    Infatti la comunità degli utenti era ormai molto numerosa ma aveva nel complesso perso buona parte delle caratteristiche che possedeva nel periodo precedente, e Monoteismo 2 sembrava essere perfettamente adatto alle nuove generazioni. L’utente medio di quell’epoca aveva infatti molto meno tempo da dedicare ad approfondire personalmente la conoscenza dei calcolatori e dei loro modi d’uso, e spesso preferiva delegare ad altre persone più esperte la gestione di base del sistema. Così mentre prima, pur essendoci sempre bisogno di tecnici specializzati in caso di problemi più gravi o periodici check-up del sistema, ogni utente si poteva/doveva arrangiare nella maggior parte delle sue interazioni col sistema (era lui a decidere cosa doveva fare il calcolatore e soprattutto era lui in prima persona a realizzare i programmi e a beneficiarne), in questo nuovo periodo storico l’utente era solitamente incapace di realizzare sue proprie applicazioni e anzi era fortemente scoraggiato dagli sviluppatori stessi a cercare di comprendere il funzionamento della macchina. Così mentre il ruolo del computer assumeva sempre più importanza nella vita delle persone, le stesse persone avevano sempre meno controllo sul computer stesso. Sono di quest’epoca le frasi, poi diventate idiomatice, come “Il contenuto di questa cartella è stato nascosto per la tua sicurezza” o “La ricerca della eccessiva conoscenza conduce l’uomo alla perdizione”.

    I frequenti crash, la scarsa duttilità e la crescente invadenza del sistema operativo, che sembrava puntare a prendere il controllo di ogni aspetto della vita umana, dai comportamenti privati (noti i problemi creati alla gestione delle periferiche Plug&Play e di connessione con altri utenti), alle crescenti richieste di certificazione presso la casa madre dei propri atti, creò tuttavia qualche malcontento e spinse alcuni sviluppatori a pensare a varie alternative, di orientamenti spesso diametralmente opposti tra loro. Ci fu chi propugnò un ritorno al Politeismo, riveduto in chiave moderna e tendenzialmente privo di gerarchia, chi pensò a un Monoteismo 3 che riprendesse gli aspetti più positivi della versione 2.x migliorandone gli aspetti meno apprezzati, chi semplicemente tentò di riscrivere parte del codice di Monoteismo 2, alcuni eliminandone tutte le intermediazioni superflue e creando un S.O. più vicino in certi aspetti alle prime idee che gli sviluppatori originari di Monoteismo 2 avevano pensato e in seguito in parte abbandonato, altri rileggendo in chiave moderna e più accattivante solo l’interfaccia grafica del SO.

    Tutti questi tentativi ebbero i loro sostenitori, chi più, chi meno, nelle varie epoche successive. In particolare Monoteismo 3 ha saputo procurarsi un grandissimo numero di fan che non lo cambierebbero per nulla al mondo. Esistono tuttavia non pochi detrattori di questo sistema, i quali puntano il dito contro le continue attività online richieste dal sistema, i limiti software imposti artificialmente dagli sviluppatori nelle prime versioni, dovuti in massima parte ai limiti dell’hardware dell’epoca ma mantenuti acriticamente anche dagli attuali dirigenti della casa produttrice, e dalla necessità per ogni utilizzatore di autenticarsi almeno una volta presso il server centrale, ubicato nella sede principale dell’azienda e mal servito da una rete di accesso spesso assolutamente insufficente.

    Elemento comune a tutte le versioni di Monoteismo, comunque, è sempre stata la difficoltà per ogni utente che abbia iniziato ad utilizzare uno di questi sistemi a passare ad uno diverso, qualunque esso sia.
    Sembra incredibile, al giorno d’oggi, eppure per secoli i fan più accaniti e meno ragionevoli dei diversi sistemi arrivavano, fin dall’arrivo sul mercato dei propri benamini, a scontrarsi in accesissime dispute che spesso finivano per portare solo danni a tutti i coinvolti e anche a chi veniva messo in mezzo suo malgrado.

    Per fortuna, però, quest’epoca è finalmente conclusa. Oggi, come sapete, tutti quanti utilizano Milanino, il sistema operativo degli Italiani creato per voi dal Papa in persona, il vostro amico di sempre. Milanino è in grado di gestire molti più aspetti della vita: sa sempre cosa fate e vi fa arrivare solo la pubblicità che vi è più utile, vi ridireziona ai siti migliori, quelli che ho scelto io, in maniera automatica, e fa tante altre cose che vi facilitano la vita, non come ai tempi di cui vi ho raccontato. A quell’epoca, voi bambini non avreste potuto godere di questa divertente registrazione, ma avreste dovuto sorbirvi una noiosissima lezione di un paio di vecchie maestre con le rughe che insistevano perchè imparaste a memoria le tabelline e le poesie della gente vecchia, e magari ve le avrebbero fatte leggere su carta, pensate, oppure vi avrebbero obbligato a scrivere a mano! Invece oggi, grazie all’amore che il vostro amico di sempre ha per voi, potete divertirvi con questo allegro video, che viene avviato dalla vostra maestra, la mia amichetta Claudia – avete visto come è bella, bambini? e anche tanto disponibile! ;-) Bambine, da grandi dovete essere come lei ;-) : non dice mai niente, pensate! – che non deve finalmente affaticare il suo cervellino per spiegarvi le cose ma basta che lanci le cassette che il vostro amico di sempre ha registrato per voi! Non è più bella la vita, oggi?

    Il vostro amico di sempre, Sua Emittente Santità

    :-D Silvio I :-D

    Pubblicato su Libero stato da non libera chiesa, Neanche oggi ho voglia di fare un tubo, Politicamente (s)corretti | Lascia un commento »

    Federalismo all’Italietta

    Pubblicato da Hobbit83 su Settembre 14, 2008

    Il federalismo fiscale di Calderoli rischia di essere troppo egoista

    (Raffaele Lombardo)

    Chiunque provi a vivere senza fette di prosciutto alte un centimetro sugli occhi aveva già intuito che un federalismo progettato da Calderoli e Bossi e approvato dalla mafia che ci governa non poteva che essere un insieme di porcate.

    Questo articolo di Boeri e Bordignon su lavoce.info ne racconta una fra le migliori. In pratica, in barba a qualsiasi diritto tributario e in opposizione a qualsiasi effettiva autonomia tributaria, la regione più sprecona d’Italia raccoglierà soldi sulla benzina venduta in tutta Italia. Tutta Italia pagherà, ma non tutta Italia, e nemmeno tutto il sud, ne godrà: solo o quasi la Sicilia, che si troverà a godersi la metà dei frutti della quarta tassa più importante per gettito di tutto il nostro paese. Perchè? Perchè quasi il 50% degli oli minerali sono raffinati in Sicilia. Quindi una tassa sulla vendita viene consegnata per premiare la zona di produzione (assurdità giuridica senza precedenti).

    Così i poveri portaborse siculi non dovranno temere di far la fame.

    Aah, se non ci fosse Silvio!

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    Pechiniadi

    Pubblicato da Hobbit83 su Agosto 23, 2008

    “L’importante è partecipare….
    e non farsi troppo male nel frattempo, per lui!”

    (Stefano Tilli sull’astista cubano)

    Ero in attesa di scoprire se Usain Bolt sarebbe riuscito anche a far partire una lavatrice di vestiti in cotone misto e sintetico di colori diversi, centrifugarli, asciugarli e stirarli nei 20 secondi che gli altri avrebbero impiegato a completare la sua seconda gara, quando mi è venuta in mente una piccola e faziosa riflessione:

    Tutto quello che poteva succedere, tra i risultati sportivi che interessavano agli sponsor o ai governi importanti, a queste olimpiadi è accaduto.

    In ogni edizione ci sono risultati attesi, record, possibili imprese. Ma qualcuna fallisce sempre. Stavolta no: 100 medaglie alla Cina, non una di più, non una di meno. Più ori alla Cina, più medaglie agli USA. Gli 8 ori di Phelps (con pure l’asterisco della farfalla), i tre record del mondo di Bolts, irridenti per la facilità con la quale sono stati ottenuti. I record su record dei nuovi costumi. Chi, tra i protagonisti annunciati e strombazzati, ha fallito?

    Gli sponsor ringraziano, i governanti vedono schizzare la popolarità, i dirigenti sportivi si gloriano di meriti non propri (Italia, caso lampante). E lo sport?

    Stupidi sentimentalismi.

    Pubblicato su Amici sportivi, buonasera!, Nero, azzurro e altri colori, Politicamente (s)corretti | Lascia un commento »

    Alla festa del “ma anche”

    Pubblicato da Hobbit83 su Luglio 26, 2008

    Dialogo… a io il dialogo lo lascerei al dialogo tra le chiese,
    o al dialogo tra Israeliani e Palestinesi, o al dialogo per la Costituzione.
    Ma sulle questioni politiche ci deve essere tra noi e la destra solo “accordo ” o “disaccordo”!

    (Pierluigi Bersani)

    Perchè io “Partito Democratico in festa” non la chiamerò mai! Quella è la festa dell’Unità, checchè ne voglian dire i margheritini.

    Ci sono le sedie da bar di paese o da pensione anni ‘60, c’è il servizio ristorazione ben organizzato e con prezzi sotto la media dei negozi cittadini, c’è il sindaco che serve le piade, c’è il simpatizzante sempre scontento (*), c’è il Piergigi con il Vasco a svolgere il dibattito (con la chicca riportata sopra). C’è l’atmosfera delle Feste dell’Unità, insomma, nome che andava mantenuto perchè non solo era storia, ormai, ma soprattutto perchè di Unità, questa formazione e la sinistra in generale, ne ha parecchio bisogno.

    Notevole e assolutamente condiviso dalla base anche questo passaggio:

    L’elettore della Lega, e un pò anche del Popppolo della Libertà, quando sente dire “sicurezza” o “rifiuti” o altro, quando sente parlare dei problemi di cui si parla ogni giorno, sa già qual è la posizione del suo partito. Lo sa senza sentirla. E’ una posizione generalmente di chiusura e paura, senza futuro, ma è chiara. L’elettore del PD questa chiarezza ancora non ce l’ha, finchè non la ascolta in tv. E questo per un movimento politico non è problema da poco. Questa situazione va emendata al più presto.

    Quando a Roma lo capiranno sarà sempre troppo tardi.

    (*) = “Il sindaco serve le piade…. ma fa casino più che altro! E solo per farsi vedere dalla base!”
    “Tutti i vertici locali al tavolo a mangiare la piada con Bersani… per farsi vedere dai vertici del partito!”
    Deciditi! :-)

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    Non ne ho voglia

    Pubblicato da Hobbit83 su Luglio 1, 2008

    Silvio IV, il Re Sola. Lo Stato sono Io. Ma non sono stato io.

    (sannicolaonline su spinoza.it)

    Lo vuoi capire che non ne ho voglia? Te lo metti in quella zucca pelata e trapiantata?

    Non ho voglia di farmi il sangue cattivo ad ogni telegiornale, ascoltando quel che hai fatto, scoprendo come ci hai inculati ancora, come ci hai umiliati. Non ne ho voglia di vivere nella preoccupazione di quel che farai. Essere socialmente e politicamente impegnati costa, a livello di stress,ha un prezzo e io in questo periodo non ho il tempo, le forze e in buona sostanza la voglia di pagarlo. Ho bisogno di una pausa. Puoi stare buono cinque minuti? Andavi così bene…. facevi finta di fare lo statista, ti davi un tono, facevi fare le peggio cose sottobanco, ti alleavi con “Pacatamente”, facevi schifezze ma almeno uno poteva fingere che tutto andasse bene.

    Invece no, devi venire a rompere i coglioni, devi minare la democrazia (come se non fosse già crollata di suo, in Italia), devi imporre la depenalizzazione dei reati mentre fai strombazzare di dare sicurezza, devi fare il Duce impositore (che non sai fare) invece del pubblicitario imbonitore (che ti riesce benissimo). Ma scusa, perchè? L’opposizione era morta e sepolta, avevi campo libero… e la costringi a rinascere, costringi le persone (alcune persone) ad incazzarsi, a mobilitarsi… costringi pure me a seguire la politica, a incazzarmi, a rodermi, a farmi dibattere con teste dure come la mia ma convinte che tu sia il messia. Ricrei un dissenso dove c’era solo una lobotomizzata quiete. A destra erano (*) contenti, a sinistra rassegnati e in buona parte pronti a salire sul tuo predellino del vincitore. E ci pensi tu a svegliarli? Ma va a quel paese, e possibilmente che non sia quello dove vado io: lo fai apposta, perchè ce l’hai con il mio fegato, o sei proprio solo scemo di tuo?

    (*) = avevo scritto “errano”, ho corretto in “erano”. Ma forse non era un errore…. lapsus tasti?

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    La Russa’ Show

    Pubblicato da Hobbit83 su Giugno 3, 2008

    Al termine del proprio turno di gioco, ogni giocatore potrà ffettuare uno spostamento strategico tra due territori in suo possesso, a patto che siano confinanti

    (estratto dal regolamento di RISIKO!)

    E’ stato nominato da 2 settimane, ma già ha detto:

    Manderemo i militari a difendere le discariche campane!

    I vertici militari gli hanno fatto sommessamente notare che NON si può sparare alla gente che manifesta con gli AR 70/90, anche se magari è una folla napoletana e quindi alla Lega potrebbe pure far piacere.

    Costituiremo i “Pattuglioni di Quartiere”: un carabiniere, un poliziotto, un finanziere, un vigile urbano e un militare

    Sì, e poi partono le barzellette…. “Ci sono un poliziotto, un militare e un carabiniere che camminano per la strada…”

    Toglieremo i “Caveat” e manderemo i nostri soldati nel sud dell’Afghanistan.

    I militari: “Ah, ok. E i mezzi corazzati?” Quelli no, siamo in missione di pace. Frattini “Ma no, non intendeva, cioè, ecco, io…”

    Rimanderemo i nostri soldati in Iraq!

    I militari: “Santa Barbara proteggici tu”. Frattini “Ma no, non intendeva, cioè, ecco, io…”

    Aumenteremo le spese militari al 1,25% del PIL.

    Il PD: “Credici che te ne racconta un’altra: nel periodo 2004-2006 i tagli di Martino e Tremonti hanno devastato le nostre FF.AA. sotto i limiti della sopravvivenza”.

    Essere ministro della difesa ti fa sentire come il giocatore di Risiko! con in mano un tris fante-cannone-cavallo, 12 carri armati più due per ogni territorio posseduto…. e la voglia di metterli ovunque!
    Ma se annuncia di voler attaccare la Kamchatka io comincerei a preoccuparmi….

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    Post indotto

    Pubblicato da Hobbit83 su Maggio 23, 2008

    L’impegno dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata è emotivo, episodico, fluttuante. Motivato solo dall’impressione suscitata da un dato crimine o dall’effetto che una particolare iniziativa governativa può suscitare sull’opinione pubblica.

    (Giovanni Falcone)

    Stavo commentando questo post di Annika, e la cosa mi ha preso la mano. Condizione comune, ultimamente.
    Fatto sta che siccome in generale la voglia di scrivere a lungo mi coglie raramente, non volevo lasciare questa mia creazione senza lo straccio di una pubblicazione qui… qualche leggera modifica per renderlo stand-alone, ed eccolo qui.

    Me lo ricordo come se fosse ieri… ed ero piccolo forte, eh….
    Mi ricordo l’impressione che mi fece l’omicidio (e che omicidio!) di Giovanni Falcone, e ancora di più lo sconvolgimento che seguì la morte di Borsellino: tornammo a casa, dopo una domenica isolati dal mondo, e il TG2 delle 19.45 aveva un titolo che, poi scoprimmo, non era ancora aggiornato (era ancora “Attentato a Borsellino”, quando l’avevano scritto ancora non si sapeva, anche se si presumeva, che fosse morto). Quella sera sembrava che la guerra fosse persa, che la nostra ultima speranza fosse morta. Il mondo ci guardava e scuoteva la testa, l’Italia sprofondava nel ridicolo, tra mafie, tangenti e debito pubblico.

    Invece fu l’inizio della riscossa, della furia nazionale che coinvolse tutti e sbattè Cosa Nostra al tappeto, sotto colpi potenti e fino a poco prima inimmaginabili. Come sempre, nella nostra storia, dovemmo aspettare di essere con le spalle al muro per dare il meglio di noi stessi. Peccato averlo fatto, come al solito, solo dopo aver perso alcuni dei “figli migliori della Patria”, come si dice in queste occasioni.

    Poi l’emergenza è passata, grazie a quella furia disperata, a quella necessità di riscossa dopo l’umiliazione cocente, e siamo potuti tornare alla tranquillità, alla vita di sempre, sentendoci anche un pochino migliori, orgogliosi, persino un pò arroganti nel pensare “Abbiamo dimostrato a noi stessi e agli altri di cosa siamo capaci, e se ce ne sarà bisogno saremo in grado di farlo ancora”. Così, cullandoci nel nostro senso quasi di “onnipotenza da emergenza”, del “tocchiamo pure il fondo che così ci diamo meglio la spinta”, abbiamo mollato il colpo, lasciando che le mafie riprendessero forza e potere (in maniera meno appariscente e più furba, perchè sono delinquenti ma mica idioti, e imparano dalle esperienze) per ritrovarci al punto di partenza. Anzi peggio, perchè noi puntiamo ancora tutto sul rialzarsi sul ring perchè umiliati dal k.o., ma il nostro nemico ha capito che è molto meglio, per lui, non mandarci k.o. ma lasciarci vivacchiare in sua balia, senza affondare colpi clamorosi.

    Da Caporetto a Vittorio Veneto, a “Spezzeremo le reni alla Grecia”.
    Dalla “Milano da bere” a Tangentopoli, a Ciarrapico in parlamento.
    Da Capaci all’arresto di Riina, al giudice che si “dimentica” di scrivere le motivazioni di una condanna, liberando dei boss.

    Da oltre un secolo un unico sottile filo rosso (di sangue) lega la storia d’Italia.

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    Mi ero ripromesso di tacere…..

    Pubblicato da Hobbit83 su Aprile 15, 2008

    e sono rimastì lì, soli, a soffiarsi il naso nel cachemire!

    (Deinè sui leader della Sinistra Arcobaleno, Critica e Chi Più Ne Ha…)

    …ma non ci riesco! E allora, smetto di trattenermi per un secondo, sperando che l’opinione resti tale e non diventi reato.

    Non ci riesco perchè questo Paese di merda (per dirla con Piroso) ha scelto di nuovo come capo il Nano atomico – e in fondo me lo aspettavo -, ha mandato in Parlamento l’uomo che ha i giornali e quelli coi fucili – e anche questo era, ahimè, prevedibile. Ha, inoltre, spedito a casa Diliberto, Mussi, Pecoraro Scanio, Turigliatto, Caruso, Fausto “Cachemire” Bertinotti e compagnia bella, e questo non me lo aspettavo, pure se negli ultimi due anni mi sono sorpreso più volte, avventatamente, a sperarlo.

    E in tutto questo, che si dice a sinistra? Che l’Arcobaleno è stato un errore, che non si doveva andare uniti, e che comunque è tutta colpa di Veltroni. Ora, non si capisce bene come facciano gli esponenti di SA a far circolare l’idea che se un quarto dei tuoi elettori se ne è stato a casa, un quarto si è dato all’antipolitica schierandosi con la parte più becera degli avversari di sempre ed un quarto ha optato per il “voto utile”, la colpa sia tutta del tuo ex alleato e vicino di schieramento. Non ti viene in mente che aver passato due anni a sabotare Prodi (chi li ha portati al Governo e, marginalmente, l’ultima speranza di chi non vedeva in Arcore il centro del suo mondo) nè più nè meno dei Mastella e Dini vari possa aver fatto un po’ incazzare i tuoi vecchi elettori?

    No, questo non passa mai loro in mente. Perchè, emuli del Grillo nazionale, ciò che dicono loro è giusto, il resto è sbagliato, e gli scemi sono solo quelli che non lo capiscono.
    Completando così un percorso che, come spesso accade, porta la sinistra talmente a sinistra da diventare destra. Senza passare per il centro – peccato, lì le 20.000 lire saltano sempre fuori.

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