Muratori

@x%*#&@#!!
(Il mio primo pensiero, stamattina)
Bologna è una città in fermento, da anni. Bombardata senza pietà durante la guerra, gran parte della città è stata costruita tra gli anni ’50 e ’60. Il che vuol dire che quasi tutti i palazzi hanno 40/50 anni, e devono essere quindi ristrurrati o, in certi casi, demoliti. Ma a tutto c’è un limite.
Per non si sa bene quale ragione, ma probabilmente connessa alle correnti cosmiche, al settimo chakra e all’equilibrio dell’Universo, il metabolismo di un muratore è profondamente diverso da quello medio dell’essere umano. Egli infatti raggiunge rapidissimamente il picco di attività, per poi vederlo scemare altrettanto rapidamente. Così, mentre noi comuni mortali siamo torpidi come bradipi alle sette del mattino, lui è già pronto e arzillo e non vede l’ora di cominciare a spaccare tutto, così potrà ricostruirci sopra la muratura nuova.
Ahinoi, il suo momento di iperattività e entusiasmo fracassone coincide con il momento in cui chi non deve per forza alzarsi troppo presto vorrebbe continuare a godersi l’abbraccio di Morfeo…. ma lui è troppo felice per pensarci: ha la forza di 10 uomini, e il mondo è suo! BANG, STOMP, BRRRRRRR, CRASH, STRASKIAMAZZ!!!!!!!!!!!
Purtroppo, come ogni iperattività, anche questa vuole il suo contrappasso. E questo giunge con l’improvviso calo di zuccheri delle 10 del mattino, noto ai più come “la presa per il c*lo dello studente assonnato”.
Accade infatti che alle prime raffiche di martello pneumatico e ai primi lavandini scagliati al suolo dalla finestra del sesto piano lo studente addormentato grugnisca cercando di rigirarsi sotto il cuscino per attutire il fracasso. Ma questo ovviamente non basta. Nè vale chiudere la finestra (rischiando il soffocamento nella stanza battuta dal sole), poichè la gran parte della cacofonia distruttiva è costituita da toni bassi, che se ne impippano dei muri e delle finestre chiuse. Il nostro amico cercherà invano sollievo nei molteplici strati di materiale ovattante posti sulle orecchie. Offrirà la massima resistenza all’usurpazione del suo diritto alla dormita diurna, ma nulla potrà contro l’ardore distruttivo dell’operaio edile in iperattività. Alla fine, diciamo non più tardi delle otto e mezza se pure è un tipo molto resistente, capitolerà. Con l’ultimo sbadiglio slogamascelle andrà a grugnire verso i suoi sfortunati coinquilini e insieme cercheranno di affogare le ore di sonno perse nell’oblio del caffè.
Poi, improvvisamente, un improvviso silenzio riempirà l’aria. Increduli, i succitati studenti si guarderanno l’un l’altro, fino a che lo stupito silenzio si tramuterà in una coloritissima bestemmia con annessa maledizione verso i poveri lavoratori. Essi infatti hanno finito le energie, e per il resto della giornata saranno i più silenziosi lavoratori del mondo. A questo punto ai “poveri” ragazzi non resta che sperare di arrivare alla successiva nottata, sperando di potervi recuperare il sonno peduto. Non sanno, ingenui, che l’indomani il tormento si ripeterà uguale, in un tantalico supplizio infinito: fracasso d’inferno dalle 7.15 alle 9, e una volta che il sonno se n’è andato, lavoro silenzioso nel resto della giornata.
Io ho una particolare idiosincrasia nei confronti dei muratori, devo ammetterlo. D’altra parte, pare la mia antipatia sia coridalmente ricambiata.
Sono a Bologna da cinque anni, ormai. Il primo anno stavo in Via San Felice, in un vecchio palazzo del centro. L’appartamento di fianco era sfitto e coinvolto in un’asta fallimentare, quindi si prevedevano almeno due anni di immobilità assoluta, mentre quello sotto era lo studio di un medico, il che portava a un silenzio invidiabile, una situazione favolosa per degli studenti. Potete immaginarvi quale fu la nostra sorpresa quando vedemmo arrivare uno squadrone di operai: un’immobiliarista aveva acquistato l’appartamento sfitto, e voleva farne 3 (!) appartamenti da topi, ehm, volevo dire, studenti. Ci rovinarono totalmente le mattine dei restanti 5 mesi di lezioni, ci bucarono il muro, entrandoci in casa col martello pneumatico, fecero crollare buona parte dell’intonaco del nostro soffitto, e per soprammercato mi fregarono pure la bici tenuta nel cortile.
A fine anno mi trasferii. Piazza Azzarita 8, zona centrale, palazzo semi-signorile ma in buone condizioni, nessun lavoro in vista. La mia stanza dava sulla piazza , terzo piano, davanti avevo un distributore dell’Agip. Ad aprile detto distributore decise di rinnovare completamente il parco-pompe. Un mese e mezzo di lavori mattutini.
Mi trasferii di nuovo (i traslochi ernao indipendenti dai lavori, eh, non crediate…): Piazza della Pace 6, zona stadio, zona più nuova, espansione della città degli anni ’70. Ma è anche una zona medio/alto-borghese….
Così quell’anno dovetti gioire di nuovo: lavori di ristrutturazione per l’installazione nell’appartamento a fianco della mia camera (!!) di una allegra famigliola, con annesso sfondamento dei tubi dell’acqua del bagno (la stanza confinante con il muro cui era appoggiato il mio letto: praticamente sembrava che il martello pneumatico poggiasse direttamente sulle mie tempie…) e allagamento del parquet: 4 mesi di lavori + due mesi senza parquet + una settimana con gli armadi e il letto in cucina per il “riposo” del nuovo parquet.
Ma non è finita: lo scorso anno, lavori di ripristino della facciata Nord del palazzo. Provate a dire quale sia la facciata a Nord? No, sbagliato, non è quella della mia finestra. Ma in compenso la mia finestra stava a un metro e mezzo dall’impalcatura (il nostro è un classico palazzo a “ferro di cavallo”, e io stavo nel lato interno del “ferro”).
Può bastare? Ma no….
Quest’anno cambio stanza, e vado in quella più verso est. Puntalmente, ieri, sono cominciati i lavori al palazzo immediatamenta est del nostro…
Ma è mai possibile?!?!?!
Saluti con le occhiaie…
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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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