Beijing who?

E poi, la cosa fondamentale: devi imparare ad ascoltare!

(Bargnani a Belinelli in uno spot che gira in sti giorni)

In ogni sport, se giochi con la spocchia o con la paura adosso perdi.
L’Italbasket, quest’anno, è riuscita ad avere, alternativamente, entrambe le cose.

Con la Germania, 58-67, 20 rimbalzi offensivi concessi, un solo canestro fatto in un quarto (il secondo), Bargnani che farcelo vedere è stato ai limiti dell’incriminazione per tortura. Nonostante un Belinelli mezzo macellato ma fenomenale, andiamo giustamente a casa.

Quello che mi fa incazzare veramente è che siamo andati a casa da Europeo e Olimpiade in una partita giocata a chi faceva meno schifo. E ci siamo impegnati al massimo per dimostrare che i meno capaci eravamo noi.
Complimenti!! Ci rivediamo, forse, a Londra.

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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2 risposte a Beijing who?

  1. paodam ha detto:

    È ora di fare appello al dovere della ragione per sensibilizzare le coscienze su quanto sta accadendo.
    Mi riferisco alle Olimpiadi, evento che rappresenta un inno alla vita, un’esperienza di unione, condivisione e confronto, un’occasione per esprimere – nei modi e nelle forme più svariate delle diverse discipline – la meraviglia, l’armonia, la bellezza, la gioia, lo sforzo.
    La Cina ha ottenuto di autocelebrarsi attraverso le Olimpiadi decretandone così, automaticamente, la morte. Gli intenti dei governanti cinesi sono chiari: utilizzare le Olimpiadi come strumento per presentarsi di fronte al mondo come una potenza anche sportiva, in grado di occupare il primo posto sia nel medagliere olimpico, sia nel campo economico, militare, politico.
    Ma come è possibile coniugare lo spirito Olimpico, veicolo di leale confronto nel reciproco rispetto, con i costi umani pagati dalla popolazione cinese a causa delle imposizioni del governo?
    Anche in campo sportivo milioni di bambini sono sottoposti ad una quotidiana spietata competizione per poter essere selezionati nelle squadre olimpiche.
    Milioni di bambini sono costretti a passare l’infanzia ingabbiati in ferrei programmi e crudeli metodi di allenamento allo scopo di produrre atleti–robot da impiegare nei Giochi.
    Come non indignarsi nei confronti di chi, come i governanti cinesi, si vanta della crescita e dello sviluppo del Paese quando quest’ultimo è fondato proprio sullo sfruttamento della popolazione in nome dalla quale si dice di governare? Com’è possibile per chi dimostra disprezzo per la vita degli altri, nega i diritti fondamentali ai propri cittadini, sostiene regimi sanguinari come quello birmano in nome degli affari e dell’affinità ideologica ospitare le Olimpiadi?
    È proprio il caso di dire: “Ma a che gioco stiamo giocando”? È un imbroglio, una mistificazione, un orrore. Mi appello alle coscienze affinché si sottraggano a questo inganno.
    Spiriti liberi fatevi sentire. Potete essere determinanti, fate valere le ragioni della vita.
    La ringrazio per lo spazio offertomi e se ha voglia di visitare il mio blog ne sarei onorato
    Un abbraccio
    http://unmadeinchina.wordpress.com

  2. Hobbit83 ha detto:

    Vista la diffusione di questo blog non credo che questo suo appello si diffonderà troppo attraverso le mie pagine…

    Non sono un esperto di queste questioni, ma pubblico volentieri la sua opinione.
    Per quanto mi riguarda, ho moltissime perplessità riguardo la politica di appeasement che molti governi europei, e quello inglese in prima fila, stanno conducendo. Imporre il silenzio in un paese “libero” dovrebbe essere un’aberrazione.
    Tuttavia mi sfugge quale sia l’ideologia comune tra Birmania e Cina….
    Interessi comuni magari anche, ma ideologia ne vedo poca.

    E poi, perchè condannare così duramente l’ospitalità all’evento olimpico offerta dalla Cina? Voglio dire, il gigante giallo è senza dubbio lo spauracchio di oggi, ma le Olimpiadi sono state ospitate (in tempi altrettanto cupi per i Paesi ospitanti, se non di più) dalla Germania nazista, dalla Russia comunista e dagli USA delle guerre stellari e dell’assistenza sociale inesistente. Le Olimpiadi sono un enorme business, non sono morte dopo essere state in questi Paesi, non sarà certo la temuta Cina di oggi a ucciderle.

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