Walter Verlustroni

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”

(Joseph Goebbels)

Premessa 1: il mio partito di riferimento, alle elezioni, tra turate di naso e pulsioni verdi, sono sempre stati i DS.

Tra 7 giorni si terranno le primarie del Partito Democratico. Un nuovo partito, che bello! Poi è l’unione di due-tre vecchi partiti, bene… ah, i partiti non diminuiscono perchè c’è stata l’ennesima scissione a sinistra dei DS.. uhm… vabbè…

Comunque mi si pone il problema di chi votare alle primarie…. non è semplice!
Premesso che vorrei votare per uno dei tre “grandi”, ovvero coloro che hanno una minima possibilità di vincere, il campo si restringe, con tutto il rispetto per i rimanenti, a Enrico Letta, Rosy Bindi e Walter Veltroni.

Premessa 2: il sistema scelto per le primarie del PD mi fa schifo. Dopo aver (giustamente) criticato il Porcellum, ovvero l’attuale legge elettorale, la si riprende pari pari imponendo le liste bloccate per la costituente…. idiozia totale da apparatcik di partito.

Premessa 3: nonostante tutto, sempre meglio una coalizione dove ci sono anche teo-dem, maneggioni e ladri vari piuttosto che una dove queste cose sono considerate buone, giuste e da legalizzare/potenziare. Il “questo e quello per me pari sono” non fa per me, la trovo una stupidaggine da qualunquisti (o una furbizia da fascisti).

Inizialmente mi attraeva l’idea di Letta. Solido economista, reputazione con poche o nessuna macchia, giovane. Poteva essere l’ideale. Poi però ha proclamato: “Le mie parole d’ordine sono mobilità (hmm…), libertà (bene), famiglia (doppio hmm), natalità (quadruplo hmm)”. In un paese normale ci potrebbero anche stare, ma soprattutto le ultime due in italia mi sanno troppo di addio definitivo ai Di.Co e a una sana laicità dello Stato. Cassato.

La mia seconda opzione era Veltroni: brillante, quasi giovane, con un buon curriculum sia da sottosegretario alla Presidenza del Consiglio col primo Prodi sia da Sindaco di Roma. Ma mi sta deludendo.
Mi sembra di vedere non il leader del più grosso partito di sinistra, ma un Berlusconi con meno mezzi: un’annuncio populistico al giorno, d’effetto. Centellinamento delle apparizioni in TV, ma onnipresenza con le proprie dichiarazioni. Silenziamento degli avversari (quanto avete visto in TV Letta o la Bindi?). A questo aggiunge la lunga militanza e quindi il sostegno completo degli apparati di DS e Margherita, con tutti i vantaggi del caso (organizzazione, capillarità,…) ma anche con la dovuta eredità di amministrazioni locali – che spesso dire discutibili è dire poco – da piazzare nei posti giusti. A Rimini votare per Veltroni significa votare per Melucci, Fabbri e compagnia cantante. No grazie, avete già fatto troppi danni qui, mandarvi a Roma è una responsabilità che non mi voglio assumere. Male accompagnato e troppo silviesco. Cassato.

Infine, Rosy Bindi. Non mi entusiasma. Troppo democristiana, troppo… troppo che? Non mi viene in mente molto altro di negativo su di lei, in realtà. E’ democristiana, corrente azionista, diciamo così, e molto cattolica, ma spinge per la laicità dello Stato. E’ l’unica dei tre che si sia pubblicamente esposta e battuta per i Di.Co., quando poi il resto della sinistra li ha abbandonati. E’ l’unica che che ha ben chiaro che dobbiamo tenerci stretto il Governo Prodi, perchè se cade lui si va alle elezioni e adesso come adesso non c’è modo di evitare un ritorno di Sua Emittenza a Palazzo Chigi. Inoltre, in Emilia Romagna uno dei primi nella sua lista è Antonio La Forgia, che a quel che mi dicono è stato un buon Presidente per l’Emilia Romagna, ma soprattutto ha il pregio di essere uno dei pochissimi esempi di personalità politica che molla una poltrona prestigiosa (la suddetta presidenza regionale) per inseguire un sogno politico (l’Ulivo prima versione, 1996) che condivido.

Allora, anch’io “sto con Rosy”? Con calma, ancora non ho deciso. Diciamo cha al momento è la mia personale favorita.
Manca una settimana, ancora, vediamo cosa fanno per meritarsi un mio voto.

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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