Lei me lo dice sempre

Io non sto qui a parlare ad minchiam!

(Franco Scoglio)

No, caro Franco, io non parlo ad minchiam. Il problema è che a volte non parlo proprio.

Deinè me lo ha detto più volte, ormai.

Parla! Di quello che pensi! Possibile che tu non abbia mai niente da dire?

Già, possibile? Quando si parla di cose importanti, quelle che possono lasciare il segno a lungo, io a volte non riesco a partecipare (il mai è un’esagerazione sua…) . E’ come se avessi un blocco, che rende vacui i miei pensieri o nulla la voglia di intervenire in un discorso articolato. Ho tanti motivi, per giustificarmi: non so cosa dire, non ho cose intelligenti da dire, non mi sento di dare un contributo degno di tal nome alla discussione. E in quel momento sono pure veri, lo sento realmente. Solo che se ci penso dopo, a freddo, mi accorgo che qualcosa, in realtà, si poteva dire. Che i miei due eurocents, alla cassa della discussione, li potevo pure aggiungere. Come ho sempre fatto. E pare che poi, di solito, fossero anche i due cents fondamentali per far quadrare i conti.

Si perchè io, negli anni, tante volte sono stato invece un validissimo (a detta di altri, eh…) ascoltatore e confidente, la spalla più ambita su cui piangere, la fonte a cui attingere un buon incoraggiamento per ripartire nella vita. Io sono sempre stato il classico esempio del tipo che vede sederglisi accanto tante attraenti fanciulle in lacrime, che istintivamente gli confidano le ansie e i problemi che le attanagliano, ascoltano, ma soprattutto parlano, si sfogano… e io che magari non avevo nessuna esperienza diretta di ciò di cui si parlava riuscivo a trovare le parole giuste, d’istinto, quelle che facevano riaccendere la fiammella di vita, così che poi, rinfrancate e grate, ripartivano, lasciandomi lì, che timidamente pensavo di provare a indicare me stesso.

Non che questo non faccia più parte del mio carattere. Succede ancora, e spesso. Ma a volte è nei rapporti più stretti, che questa mia “dote” mi abbandona. E a volte, (ripeto, non sempre, per fortuna) Deinè ha tutti i diritti di lamentarsi di essere costretta a dei lunghi monologhi, senza il minimo cenno, da parte mia, di comprensione, di diniego, di intervento qualsiasi. Espressione seria, occhi più aperti del normale, e via, mezz’ora di argomentazioni e discorsi ascoltati, analizzati, elaborati, sezionati parola per parola ma che non producono altro, per chi non è all’interno della mia mente, che un “ok”.

Succede così che la suddetta creda un giorno che io sia follemente incazzato con lei, o che abbia i maroni girati, perchè io assolutamente non parlo e “perchè non posso credere che tu non abbia niente da dire”. Succede che lei ti chieda “A cosa pensi?”, e tu “Niente…” come Niente…. niente di importante,forse… magari a cosa devi fare il giorno dopo, che non è carino da dire così ma sicuramente è meglio di “Niente”. Succede che una tua carissima amica abbia un periodo duro e una brutta avventura e che tu, sebbene ti informi e ti rassicuri per canali indiretti, non abbia lo spirito di prendere in mano quel dannato telefono, aprire alla “A” la rubrica e chiamare quel numero che già varie volte hai fatto per sentire come si sente il giorno dopo dalla sua viva voce.

E succede così che tu riesca a fare figure di merda più e più volte con alcune delle persone a cui tieni di più, e che poi non trovi di meglio da fare, per cercare di rimediare, che scusarti con loro attraverso il tuo blog.

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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2 risposte a Lei me lo dice sempre

  1. Deinè ha detto:

    “…così che poi, rinfrancate e grate, ripartivano, lasciandomi lì, che timidamente pensavo di provare a indicare me stesso.”

    Io in compenso troppe volte sento il bisogno di dire cose che altri, purtroppo o per fortuna, hanno già detto molto meglio di me, e nascondo i miei pensieri in citazioni, lasciando agli altri l’onere di cogliere nella frase che riporto il tono con cui la sento esprimere ciò che voglio dire in quel momento. Anyway, con un minimo di parafrasi…è una cosa che ti dissi già molti anni fa. Ed è sempre rimasta come piccolo post-it nei miei pensieri. Non è una verità assoluta, ma…pensaci!

    “Senza di te, non avremmo mai trovato il coraggio. Ma tutti, appena trovata la nostra strada, ti abbandonammo. Perchè tu sei un idea, Hobbit. E nessuna idea può mantenersi pura. Saresti svanito come una bolla di sapone, ai primi compromessi. Eppure noi ti abbaimo aato, veramente. Ma non tanto da farti vivere sempre con noi. Perchè nessuno può amarti come vorrebbe. Ma tu ritornerai sempre. Nella mia vita, o in quella di qualcun altro.”

  2. Pingback: Appunti di servizio « Mens Nevrotica in Corpo Patologico

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