Le delizie del mestiere

Io sono di quelli spiritosi… spiritosi per me, voglio dire:
se tu mi dici se “vado sempre dritto” e io ti rispondo che
“no, di solito alle svolte cerco di curvare”, tu mi dai del bastardo.
Giustamente. Ma io devo sopravvivere…

(simpatico autista ATC, Bologna)

A fare orari strani sugli autobus si fanno incontri particolari. E no, non sto parlando di bande di sbandati armati di coltello o senzatetto in cerca di un posto caldo per dormire. Sto parlando dell’autista.

Un inutile wob stranamente malfunzionante (i wob sono quei ridicoli schermi che da 5 anni proiettano le stesse immagini e che stanno sugli autobus di Bologna) mi ha dato la possibilità di fare quattro chiacchere (il tempo del tragitto dallo psycoappartamento alla stazione) con l’autista più espansivo e simpatico da me incontrato nei 5 anni e rotti di vita bolognese. Abbiamo piacevolmente chiaccherato e più che altro ho raccolto uno sfogo molto ben raccontato sulle sue condizioni di lavoro. Il “soggetto”, ex carabiniere, da 10 anni fa questo lavoro e prende sui 1.150 /1200 euro al mese. Sentendolo raccontare, mi è venuto da pensare che siano meritati dal primo all’ultimo, quantomeno.

Ostaggio di nonnine desiderose di raggiungere il cimitero (e a riprova si sporgono il più possibile verso il parabrezza, per avere la certezza di esserci portate, se necessario a spalla…) e di analfabeti totali affetti contemporaneamente da sordità che non sanno leggere la targhetta informativa e non sono in grado neanche di ascoltare la voce che annuncia la fermata, il nostro uomo si trova anche a dover rincorrere tabelle orarie ai limiti del possibile che lo obbligano a percorrere, di notte, Strada Maggiore agli 80 km/h con un “18 metri”, incurante di ciò che può infilarsi in mezzo alla strada, sia esso un pedone ubriaco non sulle striscie o un’auto portata all’improvviso in mezzo alla strada, anche perchè su strade di città come Strada Maggiore o simili non hai tante alternative, a parte frenare: a scartare un improvviso ostacolo non ci si può pensare, perchè si finirebbe a fare un strage infilzandosi nei portici o in una fila di macchine parcheggiate per tentare di salvare un solo imprudente, ma non si può neanche a frenare a ogni potenziale pericolo, perchè gli orari sono da rispettare, “altrimenti ci rimetto io”

Ora, un rapido estratto delle affermazioni più significative:

“Ho perso il conto delle auto che ho mandato a spiattellarsi contro i portici, ormai… l’ultima era una macchina piccola, una Matiz… è finita abbracciata tutt’intorno alla colonna… per tirare fuori quella che guidava hanno dovuto chiamare i pompieri e tagliare in due quel che restava dell’auto!”

“Son dieci hanni che faccio sto lavoro, prima facevo il carabiniere. E ormai il livello di delinquenza con cui ho a che fare è lo stesso di quando ero in divisa. E ogni anno è peggio.”

“La gente mi fa delle richieste… ti giuro, ci sono quelli che ti chiedono “Và sempre dritto?” Al che rispondo “No, alle svolte cerco di curvare, di solito.” Oppure, cose tipo “Si fa tutto Marconi?” “Mica son busone!”… arrivi davvero a dire cose pure pesanti, per quelli a cui rispondi. Ci sono dei miei colleghi che si trattengono, ma io sono di quelli “spiritosi”… spiritosi per me, s’intende. Se non facessi così sarei da ricovero!”

“Ormai in sti autobus c’è la targhetta informativa, i cartelli alle fermate sono i più chiari d’europa, c’è lo schermo con le fermate, la voce della linea, la vocetta con le fermate ormai stanno finendo di installarla ovunque… E comunque la gente mi chiede se ferma alla stazione. No, tiro dritto perchè oggi mi gira male… Che poi alla fine per noi quelle vocette sono una maledizione… si arriva a casa la sera e non si dice “ciao”, ma “Gomito – Due Madonne”… che poi ti ispirano a fare i giochini da bambini con le parole, tipo “Vomito due madonne” e simili.”

“Capita… uno sale con la siringa e ti dice “Ho l’Aids, portami dove voglio”. Io? Problemi zero. Abbiamo un tasto, lo premi e in centrale sentono tutto quello che accade. Faccio scendere i passeggeri e poi lo porto dove vuole. L’autobus non è mio, io non rischio la vita per fare l’eroe che porta l’autobus a destinazione a ogni costo. Mi è capitato ed è andato tutto bene: dei colleghi hanno fatto resistenza e non gli è andata così bene.”

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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