Suonala ancora, Frankie

E ce ne andremo emozionati e annichiliti, con ancora nelle orecchie, ma soprattutto nel cuore, quei versi mirabili, puri, che così bene descrivono questa nostra era: <…and runs and runs and runs the locomotor…> e non potremo non paragonarli, con enorme tristezza, alle sciatte, banali, provinciali, liceali, cantautorali, cantauntorali, cantaruttorali prove dei vari menestrelli italici.

(Francesco Guccini, “La legge del bar e altre comiche”)

Quinto concerto, nella mia vita , di Francesco Guccini. Ravenna, per la prima volta, dopo Pesaro e tre volte Bologna. E nonostante le difficoltà di orientamento nella capitale dell’Impero d’Occidente (mettere i cartelli con i nomi delle vie fa brutto, a Ravenna?) è stata una piacevolissima
Un Guccio in piena forma, anche se la scelta dei brani mi è piaciuta meno di altre volte (la migliore resta Bologna2, ovvero autunno 2004, con una scalatte ada urlo che comprendeva anche una riedizione inedita di Libera nos, Domine!, Canzone di notte N.2, mezzo album “Amerigo” e quasi tutte le sue canzoni che amo di più (escluse le “””allegre”””, tipo Blackout). Ma comunque anche ieri la serata è stata più che apprezzabile, e anche negli intermezzi tra un pezzo e l’altro si vedeva un Guccio d’annata.

Notizia shock: ha smesso di fumare. Ma non ditegli che la sua voce è migliorata perchè s’incazza… 😀

Non ha suonato, come sempre negli ultimi anni, l’Avvelenata, ma a questo rimedio io con un filmato d’epoca…. vi prego di perdonare le tre-quattro lobotomizzate dell’inizio del filmato e di godervi, invece, il resto.

Colgo l’occasione per salutare Clemente, il mio compagno di pazzie hockeystiche, che finalmente ho potuto vedere di persona dopo tante chiaccherate su msn.

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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2 risposte a Suonala ancora, Frankie

  1. Deinè ha detto:

    Concordo sulla scelta dei brani non sublime (per quanto godevolissima).
    Vorrei invece spendere due parole sull’atmosfera in generale: un Palas trasformato in osteria, un Guccio con davvero tanta voglia di cazzeggiare, ironie serene e vino novello, pubblico partecipativo (anche quest’ultimo, sì, poco ispirato – o meglio ripetitivo!).

    Quando si è in osteria della scaletta non frega più niente a nessuno, alla fine! (soprattutto se il Guccio decide di farci sentire la primissima canzona che scrisse e il Maestro Tempera non la sa suonare! 😛 – Ellade salvaci tu!)

  2. Pingback: Dr. Frankie “Goo” Chine « Provare oggi per sbagliare preparati domani

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