Lo psychoappartamento

Non aprite quella porta!

(dalla sigla di “Ai confini della realtà”)

Mi è capitato di dover dormire qualche volta nel nuovo appartamento di Deinè… che culo!
Bisogna dire che la fauna presente ha un suo interesse etologico, e se non fosse che faccio ingegneria e non biologia animale o sociologia sarebbe pure interessante. Ma sono ingegnere, o almeno aspirante tale, e quindi mi limito a descrivervi chi mi sono trovato di fronte.

La Numero 1, o Lady Psycho

Lady Psycho è, a vedersi, la versione femminile dell’ultimo personaggio che compare nella recente pubblicità della Smart… si, proprio quella de “Sedili posteriori? No, grazie!”, esatto! Ve la ripropongo qui per chiarire l’aspetto:

E’ una ragazza minuta, bassina, ma con un viso e un’espressione veramente inquietante. Parla con un tono di voce che da i brividi, ed è una maniaca della pulizia. Per lei (ed è una visione che è riuscita a imporre a tutta la casa) bisogna pulire tutta la casa almeno una volta a settimana (e sottolieno ALMENO), e per tutta si intende anche “il pavimento dietro alla stufa” (qualcuno le spieghi che il pavimento, in quanto tale, sta sotto alla stufa, non dietro…. sigh!), dietro al frigo e dietro alla lavatrice. Inoltre, una volta al mese si dovrebbero fare le “grandi pulizie” (l’equivalente, per i comuni mortali, delle pulizie di Pasqua), ma nessun è stato ancora in grado di capire che cosa avrebbero avuto di diverso dalle normali pulizie settimanali, e quindi per il momento il progetto è stato accantonato.

La numero due, o Yescube

Yescube è una ragazza siciliana, mora, alta un metro, larga un metro e profonda un metro. Sa dire solo “sì” e “Infatti”, cosa che la fa convivere a meraviglia con Lady Psycho. Perennemente in inutile dieta, fa avanti e indietro da casa tre volte all’anno, ma in bus perchè in treno e pericoloso. Avrei voluto farle notare che ciò che lei sostiene di guadagnare in sicurezza personale nel viaggio lo perde decuplicato in sicurezza intrinseca del mezzo di trasporto, ma non ne ho avuto il cuore (o il fegato, vedete voi).

La numero tre, o La Donna in vestaglia

La giovane numero tre, compagna di stanza di Deinè e di lei, stranamente, omonima, vive perennemente col broncio e ha in tutto due modalità di vestiario: “casa” e “fuori”. “Fuori” significa tutta in tiro, cappotto elegante e vestiti alla moda, “casa” significa pigiama e vestaglia, chiunque ci sia in casa, dal padrone di casa agli ospiti di chiunque, anche suoi.
Durante la prima settimana è stata ferocemente presa in giro dalla prime due, convinte che lei non sentisse, in quanto “era disordinata” e “non sapeva cucinare”, notoriamente due peccati capitali. Salvata dal suicidio che andava meditando solo dal pronto arrivo di Deinè, poi ringraziata e apprezzata tanto per il suo supporto, “l’unico che poteva trovare in quella casa”, è ora diventata Pappa&Ciccia con la numero due, e di conseguenza con la numero uno.

Tutto ciò che ho visto / sentito, in quell’appartamento, mi conferma vieppiù in un mio pensiero: in generale, i maschi sono più superficilai, più “grezzi”, meno attenti a tante cose. Ma nei rapporti sociali, tra persone dello stesso sesso, ci sappiamo districare con molta, ma molta, anzi moltissima più facilità rispetto alle donne. Ovviamente, in media.

EDIT: a ulteriore conferma di quanto sopra, ieri è stata indetta una riunione tra le coinquiline, con tanto di convocazione via sms, “per discutere dell’organizzazione di casa”.
La riunione si è risolta in una lunga requisitoria della numero tre che, a nome della casa, ha ufficialmente preteso da Deinè, l’unica con orari fissi e che lavora, che compri regolarmente la carte igienica, “perchè è importante che tutti partecipino a queste cose, non solo pagandola quando viene comprata dalla altre, ma proprio portandola materialmente a casa”.
Se l’anno scorso avessi detto una cosa del genere a uno dei miei coninquilini mi avrebbero dato una gran pacca sulla spalla complimentandosi per la battuta…

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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