De Velocipede

Ogni volta che vediamo un adulto in bicicletta,
pensiamo che per la razza umana c’è ancora speranza.
(H.G. Wells)

Chi mi conosce de visu sa come il sottoscritto sia tutto fuorchè un abituale trasgressore di regole. Questo aumenta ulteriormente lo stupore in chi mi vede girare per la strada in bicicletta.

Il fatto di essere nato in una città relativamente piccola e vivibile per 9 mesi all’anno e assolutamente non circolabile a motore per i restanti 3, da una coppia troppo impegnata quando ero alle elementari e alle medie per accompagnarmi a fare ciò che volevo, unito al fatto di non avere avuto alcun tipo di motore prima dei 17 anni, ha fatto di me una persona abituata da sempre a muoversi in bici alla massima velocità possibile.

Così gli stessi segnali che visti da un’automobile fanno di me un cittadino (quasi) modello, diventano per me inutili orpelli quando mi trovo in bilico tra due ruote e due pedali. Sono arrivato a sintetizzare le mie linee guida su bicicletta in tre punti, ovvero

I 3 principi (o leggi) della ciclistica

1) I semafori non dispensano ordini ma consigli, il cui valore è direttamente proporzionale al volume del traffico automobilistico che regolano.

2) Il ciclista non è un pedone, non è un motociclista, non è un automobilista. Quindi tutti i divieti che riguardano queste categorie non lo toccano. Quei misteriosi cartelli tondi rossi con una barra orizzontale bianca o i cartelli blu con una freccia bianca diretta in fronte al ciclista con su scritto “senso unico” appartengono a questa categoria

3) Non essendo minimamente considerato dalla legge e dalle amministrazioni italiane come categoria, può considerarsi a suo piacere come appartenente ora a una ora all’altra categoria circolante, a suo piacere.

Esiste anche un Corollario alla terza legge, che recita:

Chi avesse interpretazioni delle regole diverse dalle nostre è autorizzato a denunciare il ciclista alla pubblica autorità tramite il suo numero di targa

E buona pedalata a tutti!

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Informazioni su Lucy & Chuck

Più che una coppia, si definiscono un mostro a due teste, una delle quali eccelle nella manicure (ma ha capito il fuorigioco) e l'altra ha un feticismo per le squadre che non vincono dagli anni ‘60. Entrambi apprezzano statistiche e risse. Scrivono di Hockey e Baseball.
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